6 giugno 2020
Aggiornato 22:30
Perché i lavoratori hanno linciato i dirigenti

Air France, la Francia è il vero malato d'Europa

I record negativi conquistati – si fa per dire – da questo paese è una lunga lista nera che fa risollevare il morale perfino a noi italiani, considerati gli ultimi della classe dell'UE. Ecco qualche dato

ROMA - Il linciaggio contro i dirigenti di Air France, costretti a scappar via con la coda tra le gambe e i vestiti strappati dalla folla inferocita, resterà per sempre nella nostra memoria. Ma cosa si cela dietro il bossnapping (neologismo coniato per l'occasione)? E' solo l'esplosione della rabbia dei lavoratori contro i manager ritenuti incapaci di fare il loro dovere, una nuova lotta di classe o si tratta di una crisi di nervi sintomatica di problemi ben più profondi? Forse non tutti sanno che la Francia è il vero malato d'Europa.

La Francia è il vero malato d'Europa
Vedere i dirigenti di Air France scappare come ladri, con le vesti lacerate, per evitare il linciaggio dei lavoratori inferociti a causa dei tagli aziendali, è una scena che non può non ricordarci la rivoluzione francese nel 1789. Come moderni sanculotti, i lavoratori francesi hanno deciso di trasformare l'aeroporto Roissy-Charles De Gaulle in una nuova Place de la Concorde dove ghigliottinare i manager aziendali ritenuti oggi responsabili delle loro sventure tanto quanto lo era l'Ancien Regime per i giacobini nel millesettecento. Ma è solo una crisi di nervi quella che ha scosso la Francia in questi giorni o questa esplosione di collera ha radici più profonde? Come il resto d'Europa, anche i cugini francesi non se la passano bene a causa della crisi economica e hanno attraversato anni difficili. Pochi sanno, però, che oggi la Francia è il vero malato del continente.

Moody's declassa il paese
I record negativi conquistati – si fa per dire – da questo paese è una lunga lista nera che fa risollevare il morale perfino a noi italiani, considerati gli ultimi della classe dell'UE. Ecco qualche dato per capire di cosa stiamo parlando. Il debito pubblico francese procede allegramente in deficit: nel secondo trimestre di quest'anno è arrivato al 97,6% del Pil contro il 97,4% dei tre mesi precedenti e il 95,4% del secondo trimestre del 2014. Oggi ammonta a 2.105,4 miliardi di euro, ed è aumentato di ben 16 miliardi di euro rispetto solo a tre mesi fa. Mentre tutti gli altri paesi europei fanno i conti con la spending review, la Francia sembra ignorare completamente il problema alimentando una spesa pubblica da capogiro. E se n'è accorta perfino Moody's, che qualche settimana fa ha inferto l'ennesimo downgrade a Parigi, declassando il paese da Aa1 ad Aa2.

Le ragioni della rabbia sociale
La spesa pubblica francese, dicevamo, fa rabbrividire perfino rispetto ai famigerati conti del Belpaese, ritenuti il peggio del peggio dell'Europa. Nel 2014 ha rappresentato il 57,2% del Pil contro il 51,1% dell'Italia, il 49,3% della Grecia, il 44,4% della Gran Bretagna, il 43,9% della Germania e il 43,6% della Spagna. Ma a cosa si deve questo esborso tanto colossale? Non ci crederete, ma Parigi ha un esercito di funzionari pubblici che è pari a quattro volte l'esercito di Napoleone Bonaparte. Lo mantiene in essere pagando spese all'altezza della corte di Versailles, perché si tratta di finanziare oltre 36mila comuni, 15mila organismi intercomunali, Regioni, Province e Città metropolitane. Se poi ci lamentiamo delle tasse nostrane, basta guardare quelle francesi per tirare un sospiro di sollievo: su ogni 100 euro ricevuti dal dipendente, il datore di lavoro in Francia ne deve sborsare 235, mentre l'Italia si ferma a quota 200. La pressione fiscale transalpina arriva al 44,7% a differenza di quella italiana che si «limita» al 44,1% del Pil. Eccolo, dunque, il vero malato d'Europa. Dopo aver fatto il check-up alla Francia, ed averla scoperta un paziente così sofferente, è facile comprendere non solo la rabbia dei lavoratori di Air France, ma anche l'ascesa del Front National di Marine Le Pen.

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