13 novembre 2019
Aggiornato 12:30
Le famiglie che hanno aderito alla liberalizzazione ci hanno solo rimesso

Energia: finisce la tutela, cominciano i rincari

Secondo l'ultimo monitoraggio dei mercati retail dell'Aeegsi, basato sui dati relativi al 2012-13, i consumatori che non hanno i contratti a «maggior tutela» spendono il 15-20% in più, rispetto agli altri (ad eccezzione delle grandi imprese 'energivore'). Il governo vuole liberalizzare totalmente gas e luce entro il prossimo anno, come previsto nel disegno di legge «concorrenza»

ROMA – A quanto pare Federconsumatori e Unione nazionale consumatori avevano ragione a lanciare l'allarme sull'eliminazione dei cosiddetti contratti a «maggior tutela» per quanto riguarda le utenze di luce e gas, come previsto nel disegno di legge «concorrenza» (n. 164 del 2000). Secondo l'ultimo monitoraggio dei mercati retail dell'Autorità per l'energia (Aeegsi, basato sui dati relativi al 2012-13), le famiglie che hanno scelto di aderire al mercato libero hanno pagato bollette più care del 15-20 per cento rispetto a quelle che non si sono fidate delle cosiddette «liberalizzazioni». Diverso il discorso per le aziende che consumano molta energia e/o gas, che hanno potuto effettivamente contare su offerte più vantaggiose.

LIBERALIZZAZIONI VANTAGGIOSE PER GRANDI CONSUMATORI - L'Autorità ha ricordato che il mercato italiano dell'energia è «dinamico», con tassi di cambio verso nuovi fornitori in linea o superiori alla media europea (circa il 25% dei clienti elettrici domestici ha scelto il mercato libero, il 22% nel gas) ma la concorrenza «è ancora poco matura, più sviluppata per l'elettricità e i grandi clienti energy-intensive, meno per i domestici, con prezzi del mercato libero mediamente superiori a quelli della tutela, +15-20% per la materia Energia elettrica». Lo stesso discorso è valido per il gas: «I prezzi applicati nel mercato libero, ad eccezione dei clienti con elevati consumi, risultano in media più costosi rispetto a quelli di tutela». Per entrambi i settori, è scritto nel monitoraggio, gli utenti sono «poco consapevoli dei meccanismi delle offerte» presenti nel libero mercato.

MERCATO POCO TRASPARENTE - Per questi motivi l'Aeegsi ha consigliato al governo di «mantenere ancora attivi, per entrambi i settori (luce e gas, ndr), gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso, una 'road map', per il loro progressivo superamento». Come avevano denunciato nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori già citate, anche per l'Autorità il cosiddetto «mercato libero» è pieno di insidie, con più consumatori costretti a reclamare, rispetto a quelli che non hanno abbandonato la «maggior tutela». I problemi maggiori si sono registrati nel gas dove la «reclamosità» degli utenti finali (cioè il rapporto tra numero dei reclami e numero dei clienti serviti) nel mercato libero ha registrato un tasso più elevato (2,2%) nel 2013, rispetto al 2 per cento del settore elettrico. Dal 2007 comunque, anno della liberalizzazione dei mercati, ci sono stati dei miglioramenti per quanto riguarda i contratti non richiesti, ma l'Aeegsi ha sottolineato che tale pratica resta «un elemento di elevata attenzione anche in considerazione dell'impatto che ha sulla percezione e fiducia nel mercato».

IL PERICOLO INNALZAMENTO PREZZI - Inoltre «anche a causa della crisi economica, risultano su livelli elevati e in moderata crescita le richieste di sospensione del servizio per morosità». Nel 2012 le richieste per le famiglie sono state 1,608 milioni, mentre l'anno successiva sono state 1,76 milioni, il 9 per cento in più. Quindi l'Autorità ha suggerito al governo «attenzione nel processo di accompagnamento regolatorio al pieno accesso dei clienti al solo mercato libero. Nell'ambito di tale processo è infatti fondamentale evitare che l'accelerazione della transizione al mercato libero sia caratterizzata da massicci trasferimenti di ricchezza dai clienti finali ai venditori del mercato libero. Questo potrebbe accadere qualora la rimozione dei sistemi di tutela avvenisse in modo repentino, consentendo ai venditori esistenti di innalzare i prezzi senza che i clienti finali possano reagire tempestivamente, sia per l'elevata concentrazione dell'offerta, sia per la mancanza di consapevolezza circa i benefici di prezzo ottenibili attraverso il cambio di venditore».

UN MERCATO IN MANO A POCHI - A sette anni dalla riforma poi, è mancata una vera e propria differenziazione a livello di offerta. Il primo operatore nel mercato libero per l'elettricità è l'Enel con il 50 per cento delle quote di mercato, mentre il 70 per cento dei contratti liberi è in mano a Enel, Edison ed Eni. Per l'Aeegsi quindi «se confermati, tali livelli di concentrazione in caso di riduzione dei clienti in tutela risulterebbero critici per una piena concorrenza». Per quanto riguarda il metano invece, dove non è stato fornito un dato ufficiale fra i diversi prezzi delle bollette tutelate o libere, gli operatori sono concentrati a livello regionale. Due soli fornitori sono presenti in più di 15 regioni, mentre altri 4 hanno quote rilevanti in più di 5 regioni.

IL DL CONCORRENZA - Secondo le intenzioni del legislatore l'eliminazione dei contratti a maggior tutela dovrebbe entrare in vigore il 30 giugno 2015 per quanto riguarda il metano, e l'anno successivo (sempre il 30 giugno) per l'elettricità, nel caso venisse approvato il disegno di legge «concorrenza» come oggi lo conosciamo. A conferma di ciò è arrivata un'indiscrezione da fonti parlamentari riportata dall'Ansa, secondo le quali l'esecutivo starebbe lavorando per commissariare la Sogin e la Gse, entrambe operanti nel settore energetico. In particolare il gruppo Gse comprende il Gestore dei servizi energetici (Gse) responsabile degli incentivi da rinnovabili, l'Acquirente Unico (Au) responsabile della fornitura di elettricità ai clienti del mercato tutelato ed il (Gme) che gestisce la Borsa elettrica, del Gas e dei mercati ambientali. Ai fini del nostro discorso è utile ricordare che l'Acquirente unico ha mostrato fino a oggi una certa capacità di calmierare i costi finali in campo energetico. Uno dei compiti dell'Au infatti è quello di acquistare energia elettrica alle condizioni più favorevoli sul mercato e di cederla ai distributori o alle imprese di vendita al dettaglio, per la fornitura ai piccoli consumatori che fanno parte del «mercato tutelato».