16 settembre 2019
Aggiornato 01:30
Le liberalizzazioni hanno avvantaggiato solo le aziende grandi consumatrici

Energia: la maggior tutela scompare, ma dal 2018

Il governo non intende fare marcia indietro sull'eliminazione dei contratti di luce e gas «protetti», ma questo regime tariffario verrà meno solo fra tre anni. E' quanto ha riportato l'agenzia askanews, che ha raccolto le ultime indiscrezioni parlamentari sul disegno di legge «concorrenza»

ROMA – Il governo non intende fare marcia indietro sull'eliminazione dei contratti di luce e gas «a maggior tutela», ma questo regime tariffario scomparirà solo a partire dal 2018 e non progressivamente dal prossimo 30 giugno come inizialmente previsto. E' quanto ha riportato l'agenzia askanews, che ha raccolto le ultime indiscrezioni parlamentari sul disegno di legge «concorrenza» (n. 164 del 2000).

LIBERALIZZAZIONI CONVENGONO A POCHI - Il rinvio, con il testo precedente si sarebbe cancellato il mercato tutelato del gas dal luglio di quest'anno e quello dell'elettricità il 30 giugno del 2016, sarebbe unito all'eliminazione del meccanismo di gradualità per le bollette elettriche contenuto nelle bozze del ddl concorrenza circolate nei giorni scorsi. In questi testi si prevedeva il passaggio al mercato libero inizialmente solo per le piccole imprese e poi, dal 30 giugno 2016, anche per le famiglie. Secondo l'ultimo monitoraggio dei mercati retail dell'Autorità per l'energia (Aeegsi, basato sui dati relativi al 2012-13), le famiglie che hanno scelto di aderire al mercato libero hanno pagato bollette più care del 15-20 per cento rispetto a quelle che non si sono fidate delle cosiddette «liberalizzazioni». Diverso il discorso per le aziende che consumano molta energia e/o gas, che hanno potuto effettivamente contare su offerte più vantaggiose.

I CONSIGLI DELL'AUTORITÀ - L'esecutivo sembrerebbe intenzionato quindi a recepire almeno in parte l'invito dell'Aeegsi di «mantenere ancora attivi, per entrambi i settori (luce e gas, ndr), gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso, una 'road map', per il loro progressivo superamento». L'Autorità ha ricordato nei giorni scorsi che il mercato italiano dell'energia è «dinamico», con tassi di cambio verso nuovi fornitori in linea o superiori alla media europea (circa il 25% dei clienti elettrici domestici ha scelto il mercato libero, il 22% nel gas) ma la concorrenza «è ancora poco matura, più sviluppata per l'elettricità e i grandi clienti energy-intensive, meno per i domestici, con prezzi del mercato libero mediamente superiori a quelli della tutela, +15-20% per la materia Energia elettrica». Lo stesso discorso è valido per il gas: «I prezzi applicati nel mercato libero, ad eccezione dei clienti con elevati consumi, risultano in media più costosi rispetto a quelli di tutela». Per entrambi i settori, è scritto nel monitoraggio, gli utenti sono «poco consapevoli dei meccanismi delle offerte» presenti nel libero mercato. Per questi motivi l'Aeegsi ha consigliato al governo di «mantenere ancora attivi, per entrambi i settori (luce e gas, ndr), gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso, una 'road map', per il loro progressivo superamento». Come avevano denunciato nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori già citate, anche per l'Autorità il cosiddetto «mercato libero» è pieno di insidie, con più consumatori costretti a reclamare, rispetto a quelli che non hanno abbandonato la «maggior tutela».