23 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Il bazooka della BCE non ha deluso le aspettative

Draghi: autorevolezza, coraggio e determinazione

Per ora non possiamo dare un giudizio definitivo sul QE; quello che però, allo stato attuale, possiamo dire è che si tratta del massimo risultato ottenibile e che solo grazie all’autorevolezza, al coraggio e alla determinazione del Presidente Draghi si è potuti arrivare fino a questo punto.

ROMA - Quando tra qualche settimana avremo maggiore contezza tecnica e legale sui dettagli delle modalità con cui si espliciterà e concretizzerà il QE, potremo dare un giudizio definitivo sulla struttura del piano. Quello che però, allo stato attuale, possiamo dire è che si tratta del massimo risultato ottenibile e che solo grazie all’autorevolezza, al coraggio e alla determinazione del Presidente Draghi si è potuti arrivare fino a questo punto.

Nulla ci vieta di aggiungere che potrebbe trattarsi del primo passo, e magari nel tempo lo stesso direttivo della BCE potrebbe adeguare il piano man mano che lo stesso inizierà realmente ad esplicare i suoi effetti sul campo.

Ma pensate quanto sarebbe stato bello se l’assunzione del rischio fosse stato interamente assunto dalla BCE. I mercati avrebbero avuto la prova regina della forza e invulnerabilità dell’euro, della irreversibilità del processo di integrazione monetaria, e gli spread si sarebbero azzerati poiché sarebbe venuto meno il rischio Paese.

Facciamo l’esempio dell’Italia. Mentre scriviamo lo spread con la Germania è pari a 112. Questo vuol dire che le imprese italiane a causa del rischio paese Italia competono con quelle tedesche scontando tassi d’interesse superiori di circa 1 punto e mezzo rispetto a quelli praticati dalle banche tedesche alle loro imprese; in sintesi le imprese italiane hanno complessivamente costi superiori di produzione rispetto a quelle tedesche, e ciò nonostante riescono a competere contrapponendo creatività imprenditoriali, qualità e innovazione dei prodotti (con lo spread che era a 570 erano semplicemente eroiche). Ma cosa succederebbe se con uno spread azzerato, si potesse competere alla pari, consentendo peraltro allo Stato Italiano di risparmiare sugli oneri finanziari del debito pubblico e utilizzando quel risparmio per agevolare l’innovazione e ridurre la pressione fiscale come fa la Germania?

Forse stiamo solo sognando fiduciosi però che possa un giorno diventare realtà, vorrà dire che l’Europa è una vera Comunità. Per ora accontentiamoci della magia di un italiano che oltre ad essere un banchiere che tutto il mondo ci invidia, ha dimostrato di avere grandi doti politiche inventandosi il «rischio condiviso» sui titoli di Stato (nutriamo la speranza che il direttivo della BCE possa innalzare la percentuale del 20% in futuro per raggiungere adeguatamente il target di inflazione al 2%),  che era l’unico modo per far passare lo strumento europeo del Quantitative Easing raggiungendo sotto il profilo della strategia di crescita economica prospettica un risultato che nessun Governo nazionale poteva mai sognarsi di raggiungere.

Davide Rossetti