13 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Politiche europee

Berlino non ha più scuse

L'avvocato generale presso la Corte di giustizia europea, Cruz Villalon, ha definito «compatibile» con lo statuto della Bce il passato programma Omt sugli acquisti di emergenza di titoli di Stato. Un duro colpo alle posizioni del governo tedesco, da sempre contrario al piano di quantitative easing (che comprenda anche emissioni pubbliche) che Draghi vorrebbe avviare al più presto

ROMA - A una settimana dal prossimo Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) che si terrà il 22 genaio, il governatore Mario Draghi ha avvertito: l'Eurotower ha un ventaglio limitato di possibilità per scongiurare il pericolo deflazione. «Tutti i membri del consiglio direttivo della Bce sono determinati ad adempiere il nostro mandato - ha detto Draghi al settimanale tedesco Die Zeit - naturalmente ci sono differenze su come possiamo farlo. Ma non abbiamo una quantità infinita di possibilità». Poi il banchiere centrale ha voluto rassicurare Berlino: «Non siamo qui a provocare vantaggi a questo o quel paese, o a punire i contribuenti tedeschi». Draghi ha quindi spiegato che per rispettare il suo mandato, che ha l’obiettivo di mantenere un’inflazione appena al di sotto del 2%, Francoforte deve «mantenere i tassi bassi e lavorare a una politica monetaria espansiva che accompagni la crescita». Il presidente della Bce ha ricordato che «i rischi di deflazione sono ancora bassi ma in definitiva sono maggiori che un anno fa».

OMT COMPATIBILE CON STATUTO BCE - Le parole del numero uno di Francoforte sono arrivate in concomitanza di un importante annuncio da parte dell'avvocato generale presso la Corte di giustizia europea Cruz Villalon, che ha definito «compatibile» con lo statuto dell'Eurotower il passato programma Outright monetary transactions (Omt) sugli acquisti di emergenza di titoli di Stato. Il piano anticrisi della Bce, presentato nell'estate del 2012, avrebbe quindi ottenuto il semaforo verde parte della Corte di giustizia europea; il parere di Villalon infatti non è vincolante per la Corte, ma in genere i giudici tendono ad allinearvisi. Per la sentenza definitiva bisognerà attendere alcuni mesi.

LE OBIEZIONI DI BERLINO - Un duro colpo alle posizioni del governo tedesco, da sempre contrario al piano di quantitative easing (che comprenda anche emissioni pubbliche) che Draghi vorrebbe avviare al più presto. Era stata proprio la Bundesbank a sollecitare l'iniziativa della Corte di giustizia europea sull'Omt e ora Berlino appare sempre più isolata nelle sue posizioni. L'Omt non è mai stato operativo proprio a causa delle obiezioni tedesche, sollevate dalla Corte di giustizia di Karlsruhe (la Corte costituzionale). Secondo la Germania l'acquisto di emissioni dei Paesi membri con squilibri macroeconomici, ance dietro garanzia di un programma di risanamento dei conti pubblici, avrebbe oltrepassato le funzioni della Bce perché si sarebbe trattato di finanziamenti agli Stati.

LE COMPETENZE ESCLUSIVE DELLA BCE - Ora Villalon ha messo nero su bianco che «la programmazione e l'esecuzione della politica monetaria sono di competenza esclusiva della Bce. Questa dispone di conoscenze tecniche e di preziose informazioni per l'adempimento del proprio compito, le quali, insieme alla sua reputazione e alla comunicazione pubblica, le consentono di manovrare le aspettative in modo che gli impulsi della politica monetaria giungano effettivamente all'economia. Pertanto, la Bce deve godere di un ampio margine di discrezionalità nella programmazione e nell'esecuzione della politica monetaria della Ue e i tribunali devono controllare l'attività della Bce usando alquanta moderazione, in quanto mancano della specializzazione e dell'esperienza di cui dispone tale organismo in questa materia». D'ora in avanti quindi l'Eurotower, ha proseguito Villalon dovrà «motivare adeguatamente l'adozione di una misura non convenzionale, come il programma Omt, identificando con chiarezza e precisione la circostanza straordinaria che la giustifica».

VIENNA SPOSA LA LINEA DRAGHI - Intanto è notizia di ieri che anche il presidente della Banca d'Austria e membro del Consiglio direttivo Bce, Ewald Nowotny, ha avvallato l'ipotesi che l'Eurotower avvii «il prima possibile», nuove misure «contro il rischio di deflazione», ritenendole «utili». Insomma, a remare contro il piano di acquisto di titoli di Stato di Draghi è rimasta la Germania, spalleggiata dal governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot.

VISCO, BOND ESSENZIALI IN QE - E' tornato invece a sostenere la necessità del quantitative easing il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che in una intervista a Market News International ha ribadito la necessità di procedere con un ampio programma di acquisti di titoli di Stato per scongiurare una spirale di deflazione e stagnazione nell'area euro. Per Visco le emissioni pubbliche dovranno fare la parte del leone in questo intervento: «Stiamo considerando un ampia gamma di attività sui possibili acquisti, ma ovviamente il mercato dei titoli di Stato è il più liquido e il più ampio, quindi - ha detto - in definitiva questa classe di titoli va considerata essenziale per i nostri scopi». Poi il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che nel caso il piano venisse varato, i rischi che sottendono ai vari bond nazionali dovrebbero essere condivisi a livello comunitario, e non essere messi a bilancio delle rispettive banche centrali.

ABI, CONFIDIAMO IN BCE - Sempre da parte italiana, anche l'Associazione bancaria italiana (Abi) si è schierata con Draghi, dicendosi fiduciosa sulle misure di quantitaive easing. «Confidiamo. La Bce - ha detto il presidente Antonio Patuelli - è un organo propulsivo e di garanzia con una forte indipendenza, che rispetto. Attendo sempre le determinazioni». Patuelli ha poi espresso la speranza che delle decisioni dell'Eurotower possano beneficiarne anche le banche italiane, come ritengono molti osservatori. «Magari! Perché negli anni passati, come sistema Paese e come mondo bancario, non abbiamo avuto alcun privilegio».