25 gennaio 2022
Aggiornato 09:00
Legge di stabilità

La grande manovra di Renzi: una spending review da 30 miliardi

I tempi stringono. E il 31 dicembre, la data entro la quale dovrà essere approvata La Legge di Stabilità, è alle porte. Il premier, Matteo Renzi, assicura che si tratta della più grande riduzione delle tasse mai realizzata in Italia. E, intanto, l'Europa tiene gli occhi fissi sui nostri conti pubblici e si aspetta che venga rigorosamente rispettato il Fiscal Compact.

ROMA - I tempi stringono. E il 31 dicembre, la data entro la quale dovrà essere approvata La Legge di Stabilità, è alle porte. Il premier, Matteo Renzi, assicura che si tratta della più grande riduzione delle tasse mai realizzata in Italia. E, intanto, l'Europa tiene gli occhi fissi sui nostri conti pubblici e si aspetta che venga rigorosamente rispettato il fiscal compact.

RENZI : NON MI PIACE IL FISCAL COMPACT MA DEVO RISPETTARLO - «A me non piace il fiscal compact, ma è stato votato e ora non posso dire che non lo rispetto. Non sforo il 3% ma comunque arrivo al 2,9% e libero 11,5 miliardi»: lo ha detto Matteo Renzi intervenendo all'assemblea di Confindustria a Bergamo, confermando l'impostazione della prossima legge di Stabilità: "E' vero che il patto è stupido, ma dobbiamo dimostrare credibilità ai partner europei e ai mercati: manterremo gli impegni presi dagli altri governi». Da qui la decisione di portare il rapporto deficit/Pil fino al limite del 2,9%. Cui si aggiunge l'allentamento del Patto di Stabilità interno con «un miliardo di spazio creato» per gli enti locali virtuosi.

AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE ASSUNZIONI - Nella legge di Stabilità per il 2015 «ci saranno incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato": lo ha annunciato all'assemblea di Confindustria il premier Matteo Renzi, spiegando che «è la prima volta che si tenta questa strada: togliamo l'articolo 18 per i primi tre anni ma diamo incentivi e il contratto a tempo diventa vantaggioso». A spiegare la proposta è intervenuto anche il ministro del lavoro, Giuliano Poletti: nella manovra ci saranno «risorse per la decontribuzione degli oneri previdenziali, per i primi tre anni, delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti», tale riduzione dei contributi sarà «a carico dello Stato».

UN TAGLIO DA 18 MILIARDI - «Tutti parlano dell'articolo 18. Invece 18 sono i miliardi che taglieremo come tasse tra la legge di Stabilità per il 2014 e quella per il 2015", lo ha rivendicato il premier Matteo Renzi, intervenendo all'assemblea di Confindustria. Di questi 18 miliardi, «dieci andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie, e il resto andrà in due misure: incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato» e il resto per la riduzione dell'Irap «che è una tassa che manda fuori di testa per la sua componente lavoro». Il tutto per quella che il premier definisce «la più grande riduzione delle tasse» mai fatta in Italia.

PADOAN: LA LEGGE DI STABILITA' CAMBIERA' L'ITALIA - Nella legge di Stabilità ci saranno delle risorse a favore del mercato del lavoro e per sostenere una «accelerazione» del Jobs act. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, giungendo ai lavori dell'Eurogruppo in Lussemburgo, che precede il vertice Ecofin tra ministri delle Finanze di tutta l'Ue. "L'Italia sta completando la legge di stabilità, non commento una cosa che è in via di definizione, sarà presentata dal consiglio dei ministri di mercoledì. Ricordo - ha detto Padoan - che l'Italia ha una strategia di politica economica che si basa sull'interazione fra riforme strutturali, il cui programma sta andando avanti mi sembra a ritmo spedito, e una composizione della politica di bilancio che sostiene le riforme. Ci saranno nella legge di Stabilità delle risorse a favore del mercato del lavoro, per dare un avvio ancora più accelerato a quello che pensiamo sarà presto approvato definitivamente: cioè il Jobs act».