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365 giorni di #BringBackourGirls

Trascorso un anno dal rapimento delle 219 studentesse nigeriane, le uniche tracce che di loro rimangono sono quelle lasciate dalla martellante campagna online #BringBackourGirls. Abbiamo visto politici, star, attori farsi testimonial della campagna (quanto, poi, autenticamente?). Ma, al di là dello schermo, si è fatto abbastanza?

Nigeria: le 200 ragazze svanite nel nulla

Oggi ricorre l'anniversario del rapimento delle 200 studentesse nigeriane da parte del gruppo terroristico Boko Haram. A un anno di distanza, ancora non si hanno tracce né notizie, se non quella secondo cui sarebbero state obbligate a convertirsi all'Islam. Così, ad Abuja, la marcia delle studentesse con magliette rosse ricorda le donne scomparse.

#BringBackourGirls, un anno dopo

Ad un anno dal rapimento delle 200 studentesse di Chibok, il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai denuncia come né i leader nigeriani, né la comunità internazionale non si siano impegnate abbastanza per riportare a casa le donne. Ma, afferma Malala, c'è ancora speranza, dato che le forze nigeriane stanno riconquistando più territori. Ed esorta: non perdere la speranza.

Malala a Birmingham, medici fiduciosi su recupero

La ragazza pachistana, arrivata nel tardo pomeriggio di ieri nel Regno Unito, ha subito un intervento la scorsa settimana per rimuovere un proiettile dal cranio. I talebani hanno annunciato di averla scelta come bersaglio per «promuovere il laicismo». Zardari: «Attacco a Malala attacco a tutte le ragazze del Paese»

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