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Una nuova via per Turkish stream?

La Turchia ha ricevuto le coordinate del gasdotto, ha fatto sapere il ministro dell'Energia turco, Taner Yildiz, ma non è da escludere che il percorso dei tubi devi decisamente rotta, viste le difficoltà prospettate da Ankara, le pressioni europee ed americane per far desistere la Grecia dal partecipare al progetto e i dubbi della Macedonia sul far proseguire il gas russo verso l'Europa

Energia, Ue e Russia: tutti gli errori di Bruxelles

Più l'Unione europea guarda e presenta la politica energetica russa come una minaccia, più il potere contrattuale di Mosca aumenta, potendosi presentare al mondo come una superpotenza che trae la sua forza dal possedere grandi quantità di risorse energetiche. Questo in estrema sintesi il contenuto di un'interessante analisi di Caroline Kuzemko, pubblicata sul Journal of European Public Policy

Tra South stream e Turkish stream Saipem vola in Borsa

Il titolo della controllata Eni ha macinato profitti a Piazza Affari, dopo l'indiscrezione secondo cui Gazprom starebbe pagando le sue penali per l'affitto di due navi ferme in porto per la cancellazione del gasdotto che avrebbe dovuto passare per la Bulgaria. Per il suo sostituto via Ankara invece l'Ue ha detto che il gas russo potrà passare per il Tap.

L'ipotesi Nabucco non spaventa la Tap Ag

Le dichiarazioni del primo ministro bulgaro Boiko Borisov sulla volontà di Sofia di rilanciare il gasdotto, non preoccupano la società che sta costruendo il «concorrente» Trans Adriatic Pipeline. «Non vediamo nessuna intenzione di disturbo al nostro progetto» dice al DiariodelWeb.it il portavoce Luigi Quaranta.

Il bluff della Commissione Europea sul gas

Il Commissario dell’Ue per l’energia Günther Oettinger ha dichiarato che l’adozione della «decisione politica» sulla realizzazione del gasdotto South Stream è impossibile finché la Russia non avrà riconosciuto il Governo di Kiev. Ma i partecipanti stessi al progetto non vogliono politicizzarlo e ne sottolineano i vantaggi economici.

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