7 dicembre 2021
Aggiornato 03:30
Nasce la nuova via dell'energia

Gas: oggi ad Ankara firma progetto gasdotto europeo Nabucco

Stampa: il 50% del gas rimane ai Paesi di transito. La firma dell'accordo avverrà fra Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria

ISTANBUL - Ci siamo. Oggi ad Ankara nasce la nuova via dell'energia. Si chiamerà Nabucco, all'inizio trasporterà gas azero e dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, rappresentare un'alternativa alle forniture russe. La firma dell'accordo intergovernativo avverrà fra Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. Il gasdotto sarà lungo 3.300 chilometri, costerà quasi 8 miliardi di euro. Scorrerà sul suolo turco, bulgaro, romeno, ungherese e austriaco, trasportando 31 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Il consorzio del Nabucco è firmato dai cinque Paesi di transito più la Germania.

Il ministro dell'energia turco, Taner Yildiz, parlando quest'oggi con il quotidiano Zaman ha dato alcune anticipazioni importanti. La prima è che ad alimentare il gasdotto potrebbero arrivare presto l'Iraq, l'Egitto, l'Azerbaigian, il Turkmenistan e perfino l'Iran e la Russia.

Yildiz ha anche chiarito ancora la questione del 15% di sconto alla Turchia che era stato uno dei punti su cui si erano arenate maggiormente le trattative. Ankara avrebbe rinunciato alla clausola e, a sentire Zaman e anche l'agenzia di Stato Anadolu, ha un buon motivo per farlo. Secondo il quotidiano Zaman un articolo dell'accordo intergovernativo infatti dice che agli stati facenti parte del consorzio sarà dato il 50% del gas che richiedono. «Si tratta di un articolo molto importante - ha detto Yildiz - noi stavamo cercando di negoziare il 15% del gas in transito, ossia circa 4,5 miliardi di metri cubi, adesso cercando di capire quanto gas otterremo da questo 50%». La notizia è stata ripresa anche dall'agenzia Anadolu a cui il ministro ha chiarito: «Vuole dire che se i Paesi del consorzio lo ritengono opportuno, hanno il diritto di condividere 15 miliardi di metri cubi di gas su 31 che ne trasporta il condotto. Si tratta di un privilegio concesso a chi partecipa al progetto».

Il ministro Yildiz ha anche commentato la possibile partecipazione della Russia al progetto: «Nella fase più avanzata del progetto la Russia potrà partecipare se questo sarà visto come conveniente. Non ci sono ostacoli a questa cosa». Una posizione giudicata come possibile anche dall'inviato speciale per l'Euroasia degli Stati Uniti, Richard Morningstar, che, però, esclude la partecipazione dell'Iran al progetto. E sulla crisi economica che potrebbe rallentare i lavori il ministro turco ha detto: «È vero che la crisi crea ansia globale ma non credo che per il Nabucco ci saranno problemi di soldi».

La Commissione Europea avrebbe promesso 200 milioni di euro, mentre la Banca Europea di Investimenti si prepara a coprire il 25% del costo del progetto. I lavori dovrebbero iniziare l'anno prossimo.