6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

La ricetta per sbloccare l'attacco del Milan

I gol sono pochi, le punte soffrono e la società è pronta a correre ai ripari

Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan
Krzysztof Piatek, centravanti polacco del Milan ANSA

MILANO - Appena 11 reti in 12 partite, un bottino da chi lotta per non retrocedere, altro che quarto posto, altro che Europa, altro che ritorno ad alti livelli. Il Milan 2019-2020 rischia di andare incontro ad un fallimento epocale con 7 sconfitte nelle prime 12 giornate ed una classifica mai così penosa come quella attuale, a dispetto delle dichiarazioni e delle ambizioni proposte dalla società giusto 3-4 mesi fa. Un andamento così scarso da gettare ombre non solo su dirigenti, allenatore e giocatori, ma sull’intero progetto milanista, fermo in pratica da 6 anni a quel traguardo della Coppa dei Campioni non ancora raggiunto.

A.A.A. gol cercasi

Uno dei dati più inquietanti di questo disastroso avvio di stagione è legato alle reti realizzate, come detto 11 appena e gli attaccanti con le polveri bagnate: Piatek, cecchino infallibile giusto l’anno scorso, è fermo a 3 marcature, delle quali una soltanto su azione, mentre Rafael Leao è a quota 1 ed ha finora dimostrato talento, velocità ma nessun istinto da bomber. Difficile capire l’involuzione del centravanti polacco, ad oggi svagato e mai pericoloso, in chiara difficoltà di identità e con lo spettro di diventare l’ennesimo numero 9 del Milan a fallire il grande salto. Eppure non si può disperdere un patrimonio tecnico ed economico senza prima aver fatto ogni possibile tentativo di recupero, anche perché Piatek non può aver di colpo dimenticato come si faccia gol.

Lista

La società ha però ormai capito che per salvare ciò che rimane di un’annata disgraziata come questa occorre intervenire nel calciomercato invernale del prossimo gennaio, con occhio particolare sul reparto avanzato. Maldini, Boban e Massara stanno infatti convincendo la proprietà ad affiancare a Piatek e Leao una punta di esperienza che garantisca maturità e senso del gol e che abbia la personalità giusta per coprire le lacune sin qui mostrate dalla prima linea di Pioli. Sul taccuino della dirigenza rossonera ci sono tre nomi: il primo è il grande sogno di tutto il popolo milanista, ovvero Zlatan Ibrahimovic, in uscita dafli Stati Uniti. A seguire Mario Mandzukic, praticamente fuori rosa dalla Juventus e con costi decisamente contenuti fra cartellino e stipendio; infine, più defilato, Dries Mertens, in rotta col Napoli, inseguito anche dall’Inter ma quasi costretto a rimanere in Campania dopo i problemi di Milik legati alla pubalgia.

Strategie

I piani del Milan sono chiari: investire pur con tutte le limitazioni legate al Fai Play Finanziario, per dare a Pioli un organico meglio assortito rispetto a quello attuale che non ha esperienza e guide all’interno di uno spogliatoio spaurito. L’esigenza di avere un attaccante concreto e maturo, poi, si sposa alla perfezione con le mancanze di una rosa costruita nell’illusione che la linea verde ed il nome Milan bastassero a spolverare un blasone sempre più arrugginito e che ha l’estremo bisogno di restituire al club rossonero la gloria perduta. Nel giro delle punte, uno dei nomi presenti nella lista di Boban e Maldini dovrà per forza sbarcare a Milanello ad inizio gennaio; anno nuovo, nuove speranze. Almeno si spera.