20 luglio 2019
Aggiornato 11:01

Var, arbitri, protocollo: è ora di dire basta

Infuria la polemica per l’atteggiamento di alcuni arbitri, che malgrado la disponibilità del VAR, continuano ad ignorarlo commettendo errori di proporzioni incalcolabili.

L'arbitro Maresca di spalle ammonisce Kessiè
L'arbitro Maresca di spalle ammonisce Kessiè ANSA

MILANO - Non è il primo club a lamentarsi, nelle scorse settimane è toccato con preoccupante frequenza anche a Lazio, Torino, Bologna etc. etc, ma al Milan adesso non ne possono più. L’indigestione di torti arbitrali subita nelle ultime settimane ha superato i livelli di guardia e la tifoseria rossonera, sempre più compatta, invoca a gran voce un intervento politico della società perchè questo fastidioso ed urticante trend cambi in fretta. Una gestione dei cartellini non sempre omogenea nelle ultime partite dell’anno, anzi a dirla tutta piuttosto cervellotica, ha dato il via alla raffica di proteste dell’universo Milan. Basti pensare al match pareggiato a Bologna nel corso del quale il fenomenale arbitro Maresca ha prima espulso Bakayoko, quindi ammonito Kessiè (in diffida), lasciando di fatto Gattuso senza centrocampo in vista della delicata sfida contro la Fiorentina, poi puntualmente persa.

L’ineffabile Banti - Per non parlare del discutibile arbitraggio di Banti a Jedda, per la Supercoppa italiana contro la Juventus. Anche in quel caso un rosso troppo fiscale nei confronti di Kessiè, con Matuidi graziato due minuti prima per lo stesso identico fallo, fino al clamoroso rigore non concesso, e neppure andato a rivedere al Var, per un evidentissimo fallo di Emre Can su Conti nei minuti finali del match. Un penalty che se concesso avrebbe potuto prolungare ai rigori la partita e rimettere in discussione il successo dei bianconeri.
Nel frattempo un festival di cartellini sbagliati, per informazioni citofonare a Orsato, direttore di gara di Genoa-Milan e tante decisioni discutibili che hanno fatto crescere in maniera esponenziale l’insofferenza del popolo rossonero.

Perchè Maresca? - La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima performance stellare del napoletano Maresca, chiamato di nuovo a dirigere il Milan nello spareggio Champions contro la Roma. Ebbene, un rigore solare negato per un fallo di Kolarov su Suso, un’ammonizione per Kessiè con l’ivoriano che subisce il fallo anzichè commetterlo e per giunta il mancato secondo giallo e conseguente espulsione per il romanista Pellegrini. Può bastare?
Evidentemente no perchè da Casa Milan nessuno, anche stavolta, ha alzato la voce per farsi sentire. Eppure l’insofferenza da parte della tifoseria rossonera continua a montare. C’è chi addirittura parla di complotto anti-Milan, anche se francamente risulta difficile capire perchè il «Palazzo» dovrebbe osteggiare il ritorno del Milan ad alti livelli.

Cambiare rotta - Però poi c’è la realtà dei fatti a parlare chiaro e di fronte a quello c’è poco da fare sofismi. La verità è che sono ormai troppe settimane che a fine partita il sapore che resta in bocca ai tifosi milanisti è quello sgradevole e ripugnante del torto subito. Ed è il caso di cambiare rotta, prima di perdere pericolosamente la rotta per la Champions. Scaroni, Gazidis, Leonardo, Maldini, di chiunque si tratti, è il caso di iniziare a fare educatamente presente che così non si può andare avanti. L’atteggiamento cavalleresco di Gattuso dopo Roma-Milan («Va bene così») è apprezzabile, ma non produce dividendi. Meditate gente, meditate.