24 agosto 2019
Aggiornato 00:30

Il Milan espugna Marassi: è la vittoria del grande assente

Inizio complicato dei rossoneri, un po’ come era accaduto 10 giorni fa a Genova contro la Sampdoria. Seguendo però una strategia ormai consolidata, il Milan di Gattuso esce alla grande nella ripresa e riconquista il quarto posto solitario.

Suso scarica in rete il destro del raddoppio rossonero
Suso scarica in rete il destro del raddoppio rossonero ANSA

DONNARUMMA - Tris di grandi parate nel primo tempo: prima vola a deviare in angolo una legnata dal limite di Lazovic, quindi respinge miracolosamente un tiro a colpo sicuro di Bessa al 26’ (il genoano colpisce il gigante rossonero, ma Gigio è bravo a restare in piedi e spaventare l’avversario) e per finire sventa l’ennesima minaccia, stavolta dal fuoco amico, Bakayoko. Nella ripresa completa l’opera con un doppio salvataggio al 67’ e poi con il capolavoro autentico al 74’, un volo a mano aperta con cui spedisce la sassata di Veloso a spegnersi contro la traversa. 8

ABATE - Gioca appena 10 minuti da terzino, poi l’infortunio di Zapata lo costringe al trasloco in mezzo. Nella nuova posizione fatica parecchio a tenere a bada gli attaccanti genoani, ma nel complesso il capitano rossonero non sfigura affatto. Anzi. 6,5

MUSACCHIO - Perde subito il compagno di reparto e inizialmente è quello che ne risente di più, specie quando deve fronteggiare speedy Kouamè. Poi riacquista padronanza dell’area di rigore e insieme ai compagni di reparto regge botta di fronte alle offensive insistenti del Genoa. 6

ZAPATA - Subito sollecitato alle chiusure in velocità sul genoano Kouamè. Al minuto 11 si immola sull’avversario e ci lascia un flessore. s.v.

RODRIGUEZ - Come al solito molto più efficace in fase difensiva che in spinta. Ma a Gattuso sta bene così. 5

PAQUETA’ - Assaggia i tacchetti di Rolon dopo appena 7 minuti. Naturalmente, nel solco dei cartellini al contrario per il Milan, l’argentino viene risparmiato da un giallo grosso come una casa. I tempi di reazione e di gestione di alcuni palloni lasciano ancora a desiderare ma la qualità del brasiliano non è in discussione. Per conferma, rivedere il tiro al volo dal limite in chiusura di primo tempo che si stampa sul palo. Ad inizio ripresa sforna pure una di quelle giocate irridenti che hanno reso famoso Neymar, peccato che l’intuizione non venga capita dai compagni e rischia così di mandare in porta il Genoa. Ancora turbato per un gol clamoroso sciupato di testa al 65’, perde un pallone sanguinoso a metà campo che regala un’altra occasione d’oro ai grifoni. Per fortuna di Lucas, ancora una volta ci pensa Gigione. In definitiva alterna giocate da stropicciarsi gli occhi a clamorose ingenuità, ma ci sta. Non dimentichiamo che il ventunenne ex Flamengo è arrivato in Italia da appena 20 giorni. 6,5

BAKAYOKO - Come un diesel fatica a carburare nei primi minuti. Recupera diversi palloni ma rischia anche l’autogol alla mezz’ora. Resta la convinzione di avere davanti un calciatore prezioso, anche se al Milan continua a mancare un centrocampista con determinate caratteristiche (visione di gioco, rapidità di pensiero e di esecuzione, capacità di far girare la palla) che servirebbe per il definitivo salto di qualità della squadra. Nel complesso il francese regala l’ennesima prestazione super e i dubbi di Leonardo e Gazidis sul suo eventuale riscatto si diradano domenica dopo domenica. 7,5

CALHANOGLU - Resta sempre il mistero su come mai un calciatore famoso per la sua abilità sui calci da fermo non riesca più a battere neppure un corner in maniera decente. Se non fosse che non riesce a giocare una partita decente da mesi si potrebbe pensare che le voci di mercato stiano influenzando il rendimento del turco. Ma purtroppo sappiamo bene che l’involuzione di Hakan appare ormai pressochè irreversibile. 4 fisso

SUSO - Prova ad accendersi dopo 17 minuti, prima con un passaggio filtrante per Cutrone che non arriva a destinazione, poi con un cross fuori misura, quindi con un tiro dal limite centrale. Anche lo spagnolo sconta un po’ di ruggine accumulata nelle ultime settimane a riposo ma nel complesso si rivela efficace in tutte le occasioni più importanti costruite dal Milan, specie nella ripresa. E dulcis in fundo la meravigliosa rete del raddoppio, per giunta di destro. 7

CUTRONE - Partita delicata per il baby bomber rossonero, consapevole di giocarsi una buona fetta di futura titolarità in questa partita contro il Genoa. Nel primo tempo si fa notare solo per una plateale protesta allo scadere che gli vale un cartellino giallo. La speranza è che non abbia imparato solo il peggio da Gonzalo Higuain. Guadagna in extremis la sufficienza con l’apertura illuminante per Suso che consente ai rossoneri di raddoppiare. 6

BORINI - Non fai in tempo a scrivere il solito «grande impegno, ma con quei piedi non si dovrebbe giocare in serie A» che il numero 11 rossonero si inventa letteralmente un tiro a giro dopo un dribbling di testa alla Kakà che Radu sventa. Non contento, sfiora di nuovo il gol al 62 ma anche stavolta il portiere genoano devia in angolo (se ne accorgono tutti, tranne quel fenomeno di Orsato che non concede neppure il corner). E per completare l’opera la butta finalmente in rete su perfetto assist rasoterra di Conti. 7,5

CONTI - Chiamato in causa dopo l’infortunio di Zapata, l’ex atalantino si lascia anticipare di testa da Kouamè su azione da corner e il Genoa sfiora il gol. Subito dopo incassa un tunnel da Criscito: ben tornato nel calcio reale. Nella metà campo offensiva però è tutto un altro Conti e il cross pennellato al 40’ del primo tempo che i compagni non sfruttano è lì a testimoniarlo. A perfezionare il meritatissimo 7 in pagella arriva il rasoterra al bacio che Borini trasforma nel gol del vantaggio rossonero. 7

JOSÈ MAURI - Entra giusto in tempo per commettere una sciocchezza incomprensibile che regala una pericolosa punizione dal limite al Genoa al 90’. s.v.

CASTILLEJO - s.v.

GATTUSO (RICCIO in panchina) - La scelta di puntare su un centrocampo di qualità, con Paquetà e Calhanoglu al fianco di Bakayoko appare una mossa coraggiosa, votata al desiderio di costruire anzichè difendere. E il Milan replica pari pari lo schema Marassi: stesso atteggiamento tattico, stesso risultato, stessa crescita esponenziale nella seconda parte della gara. Tutto ciò non può essere un caso e per questo motivo quella di Genova può essere considerata la vittoria di Gattuso. Contro tutto e tutti: arbitri, infortuni, malasorte e pseudofuoriclasse in declino. 7,5