18 ottobre 2019
Aggiornato 10:00

Milan: il pari con il Toro lascia in eredità due preziose indicazioni

Risultato a reti bianche contro i granata che di fatto lascia invariata la classifica, ma il match offre diverse chiavi di lettura importanti per mister Gattuso.

Il Milan schierato a metà campo prima del match contro il Torino
Il Milan schierato a metà campo prima del match contro il Torino ANSA

MILANO - L’avevamo anticipato. Così come la vittoria tanto sofferta quanto fondamentale contro il Parma, con annessa frenata della Lazio e quarto posto solitario da zona Champions, ha avuto il potere di silenziare i tanti corvacci ingordi pronti a banchettare sui resti del Milan di Gattuso, è bastato il pareggio contro l’ottimo Torino di Mazzarri per ridare fiato al coro persistente e fastidioso dei criticoni a prescindere che ha subito ripreso ad inquinare l’aria tersa di Milanello.
Per carità, ognuno è libero di interpretare il calcio a modo proprio, però poi ci sono i numeri, quelli si non intepretabili. E i numeri dicono che malgrado una squadra ridotta in mille pezzi, falcidiata dagli infortuni, per molti osservatori e tifosi votata al massacro in questo finale d’anno in emergenza assoluta, il Milan ha conquistato momentaneamente l’obiettivo di inizio stagione.

Ottimismo - Se pensiamo che da qui in avanti cominceranno a tornare gli assenti (oggi Musacchio ha svolto l’intero allenamento in gruppo e potrebbe tornare a disposizione martedì, subito dopo toccherà a Romagnoli), poi soprattutto a gennaio arriverà il generale Leonardo Custer con i rinforzi dal mercato, sarà forse il caso di guardare al futuro con un pizzico di sano ottimismo in più.
Resta il fatto che la partita di domenica sera a San Siro contro i granata ha offerto più di qualche spunto di riflessione che Gennaro Gattuso farà bene a tenere in considerazione in vista di un finale d’anno che si annuncia denso di appuntamenti importanti.

Inferiorità a metà campo - Partiamo dalle indicazioni emerse fin dalle prime battute del match. Il Torino è apparso decisamente messo meglio in campo. Merito di una difesa aggressiva e di un reparto d’attacco bravo a pressare altissimo sui difensori rossoneri per impedire a Zapata e compagni di perfezionare i rilanci in avanti, ma merito soprattutto di un centrocampo che sembrava quattro volte più presente di quello del Milan. Il problema è che il 4-4-2 scelto da Gattuso per poter schierare insieme Higuain e Cutrone, se utilizzato con Suso a destra e Calhanoglu (come ieri contro il Toro), diventa un azzardato 4-2-4 che costringe Bakayoko e Kessiè ad una drammatica inferiorità numerica in mezzo al campo. La verità è che il 4-4-2 è tollerabile se a sinistra c'è uno come Bonaventura, capace di stringere in mezzo e dar man forte ai centrali. Con il fantasista turco in queste precarie condizioni di forma, questo modulo è un lusso che Gattuso non si può permettere.

Ripartenze - L’altra amara constatazione certificata dalla fine del primo tempo contro il Torino è che gli attaccanti del Milan, per l’ennesima volta, hanno dimostrato di peccare di lucidità nella gestione di ripartenze in superiorità numerica che dovrebbero essere sfruttate in ben altra maniera. Nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione di gioco, Higuain, Suso e Cutrone hanno avuto sui piedi almeno 3 occasioni per sigillare il match e andare a riposo in vantaggio, sprecate per egoismo (vero Pipita?) e scelte sbagliate.
Purtroppo stiamo parlando di un deja vu un po’ troppo frequente, considerazione che consiglierebbe a Gattuso di lavorare con attenzione su questo aspetto. I campionati si vincono e si perdono anche per leggerezze del genere e il Milan non può più permettersi di fallire l’obiettivo Champions.