21 marzo 2019
Aggiornato 16:30

Mistero Halilovic: i tifosi lo invocano, Gattuso ha la risposta

Il giovane croato, ultimo colpo della vecchia gestione cinese, non è mai riuscito a trovare spazio nel Milan. I tifosi lo invocano, Gattuso invece non lo prende in considerazione. Ecco perchè…

Halilovic in una delle sue rare uscite con la maglia del Milan
Halilovic in una delle sue rare uscite con la maglia del Milan ANSA

MILANO - Che fine ha fatto Halilovic? Perchè Gattuso non punta su Halilovic? Come mai Halilovic non gioca? Fateci vedere Halilovic. Sembra incredibile, ma in un momento tanto delicato della stagione rossonera, mentre il tecnico del Milan è impegnato a fare salti mortali per trovare 11 calciatori abili e arruolati da mandare in campo, mentre le prime donne di Milanello - ogni riferimento a Gonzalo Higuain è puramente voluto - si mettono fuori gioco in autonomia senza pensare alle conseguenze, ecco, mentre il Milan vive un momento così delicato i tifosi rossoneri pensano a Alen Halilovic. Invocano Alen Halilovic. Pretendono di vedere in campo Alen Halilovic. Nella conferenza stampa di presentazione del big match contro la Juventus, diffusa come di consueto sui social milanisti, una quantità inimmaginabile di richieste dei fans del diavolo era per l’ex Amburgo. Così come anche durante ogni puntata del Diario Rossonero Live. Ma perchè tanto interesse per un ragazzo che definire un oggetto misterioso è addirittura un eufemismo?

Oggetto misterioso - Presentato dalla propaganda di regime della precedente gestione (il classe ’96 è stato l’ultimo colpo della famigerata banda Yonghong Li/Fassone/Mirabelli) come un possibile crack, i fans rossoneri ora si aspettano di vederlo giocare. A maggior ragione in un momento in cui Gattuso è costretto a fare la conta per trovare calciatori sani.
La verità è che Halilovic è solo un ragazzino (ormai nemmeno tanto -ino visto che ha già compiuto 22 anni) capace di far vedere grandi colpi solo ai tempi in cui giocava nella cantera del Barcellona. Stiamo parlando della stagione 2014-15, ormai una vita fa. Da quel momento il nativo di Ragusa in Croazia non ne azzecca più una. Una stagione in chiaroscuro allo Sportin Gijon, una mezza annata tutta in scuro all’Amburgo, che poi lo svia per un anno e mezzo a Las Palmas, quindi il ritorno in Germania e la scelta definitiva del club tedesco che pur di liberarsene lo regala al Milan. Un segnale inequivocabile di una parabola a precipizio del giovane Alen.

Promesse non mantenute - Eppure fin da bambino Halilovic aveva dato segnali importanti, come la sensazione di poter diventare un piccolo fenomeno, e l’esordio nella nazionale maggiore croata già nel 2013, a 17 anni di età, è lì a testimoniarlo. Da allora qualche sporadica apparizione con la maglia a quadri biancorossa, fino all’oblio degli ultimi due anni e mezzo. È evidente che stiamo parlando di un calciatore non pronto per certi palcoscenici. Mirabelli deve aver visto qualcosa in lui, ma qualcosa chiaramente in divenire. Per carità, nulla vieta ai tifosi di covare la speranza che Halilovic possa ricalcare le orme di un altro rossonero arrivato in sordina e anche lui per pochi spicci, lo spagnolo Suso. Ma quanto tempo hanno dovuto attendere al Milan perchè l’ex Liverpool diventasse il calciatore decisivo che è adesso? È legittimo concedersi il lusso di avere fiducia nel giovane Alen, ma senza aspettarsi risultati a breve termine. E soprattutto senza chiedere con tanta insistenza di vederlo in campo. Gattuso, che lo vede allenarsi tutti i santi giorni, non è un autolesionista: se non lo prende in considerazione per il Milan vuol dire che non lo ritiene pronto. Facciamocene una ragione una volta tanto. E lasciamo perdere le insistenti domande su Halilovic.