17 dicembre 2018
Aggiornato 11:33

Milan: Raiola nega, ma il futuro di Ibra è sempre più chiaro

Le parole dell’agente del calciatore vanno in direzione del depistaggio. La verità è che Leonardo e Maldini sono in contatto con Ibra e che il suo ritorno in rossonero è vicino.

Il centravanti svedese Ibrahimovic
Il centravanti svedese Ibrahimovic (ANSA)

MILANO - «Non ci siamo mai seduti per parlare di Ibra al Milan. Stiamo facendo tanti appuntamenti con diverse società, ma niente con il Milan». Il concetto asciutto, sintetico ma ricco di significato, è espresso con il consueto eloquio elegante da Cosimo Raiola, in arte Mino, agente del calciatore e nome ben noto ai tifosi milanisti a seguito della lunga ed estenuante querelle Donnarumma.
Da qui però ad affermare che le parole dell’agente italo-olandese possano rappresentare un pericolo per il buon esito della trattativa che dovrebbe riportare Ibrahmovic al Milan ce ne corre. Anzi, la sensazione è che le pillole di saggezza dispensate da Raiola siano state buttate lì più che altro per depistare, visto che la strada che porta a Los Angeles sembra quella più interessante per la nuova coppia regina del mercato rossonero, Leonardo e Maldini.

Controindicazione
Si è parlato a lungo in questi giorni di possibili controindicazioni. Anche lo stesso Gennaro Gattuso, interpellato sulla questione del possibile ritorno di Ibra a Milanello, ha manifestato un pizzico di diffidenza: «Se non sei forte mentalmente, Zlatan ti distrugge. Vuole sempre vincere. In allenamento è esigente con i compagni e ha grande personalità. A volte può essere un valore aggiunto, a volte però può essere un problema e si perde qualcuno per strada».
Tutto giusto, così come la convinzione che il ritorno di Ibrahimovic in rossonero potrebbe destabilizzare l’equilibrio che il giovane Milan sta cercando faticosamente di conquistare giorno dopo giorno. Senza dimenticare che la presenza di Zlatan andrebbe inevitabilmente ad accorciare i tempi di utilizzo di un giovane di belle speranze e affamato di gol come Cutrone, ma anche ad oscurare la stella luminosa di un altro centravanti alpha come Gonzalo Higuain.

Gli aspetti positivi
Poi però ci sono gli aspetti positivi e la lista è lunga. Tolte le innegabili qualità tecniche di un bomber di razza come il gigante svedese, Ibra è un vincente, uno che non accetta di essere sconfitto nemmeno nelle partitelle del giovedì, ed è chiaro che il suo esempio darebbe la scossa a tanti calciatori del Milan ancora non perfettamente consapevoli della loro forza. Oltre al fatto che Ibra in squadra darebbe finalmente a tutto il gruppo la carica, l’energia e l’autorevolezza per tornare a giocare da grande squadra, senza più alcun timore reverenziale specialmente al cospetto delle altre grandi in Italia e in Europa.
Tutte cose che Leonardo e Maldini lo sanno bene ed è per questo che i contatti con Zlatan sono sempre più frequenti, malgrado il depistaggio di Raiola. Il ritorno di Ibra al Milan stavolta è davvero vicino.