13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Milan a due facce, entrambe preoccupanti

La parziale battuta d’arresto di Empoli ha evidenziato le problematiche attuali dei rossoneri. Urge una terapia d’urto per cambiare il trend negativo.
Cutrone consola Suso dopo il pareggio con l'Empoli
Cutrone consola Suso dopo il pareggio con l'Empoli (ANSA)

MILANO - Dieci occasioni da gol pulite messe in fila per tutta la durata del match; almeno 8 parate sensazionali del fin qui sconosciuto portiere empolese Terracciano, suddivise non equamente tra Bonaventura (2), Kessiè (2) e Suso (4); 24 tiri in porta complessivi, 12 nello specchio della porta; un baricentro finalmente alto (55,6 m), molto di più rispetto a quello degli avversari. Sono questi i numeri di Empoli-Milan, una partita che avrebbe potuto rappresentare l’occasione del rilancio e che invece si è trasformato nell’ennesimo psicodramma a tinte rossonere.
Perchè non solo il Milan è andato a segno solo, malgrado le decine di gigantesche opportunità, grazie ad un autogol fortunoso nato da un tiro dal limite di Biglia, segnale inequivocabile di mancanza di concretezza, ma anche stavolta i ragazzi di Gattuso hanno trovato il modo di fare harakiri ed impacchettare il consueto suicidio sportivo.

Solito black out
Una sgradita pratica alla quale ormai i tifosi milanisti si stanno drammaticamente abituando, se è vero che già nel corso del match, anche quando l’andamento era favorevole ai rossoneri, l’onda lunga dei social riportava un senso di inquietudine palpabile tra i fans del diavolo. Inquietudine che poi si è puntualmente materializzata con lo squinternato e tutt’ora incomprensibile rinvio sbilenco di Romagnoli da cui è partita l’azione del pareggio empolese su rigore di Caputo.

Psicodramma
Ce ne sarebbe per organizzare una puntata speciale di Porta a Porta con tanto di plastico di Milanello e un ricco parterre di «dotti, medici e sapienti - per dirla alla Edoardo Bennato - per parlare, giudicare, valutare e provvedere, e trovare dei rimedi per il giovane in questione».
Nella fattispecie il giovane malato sarebbe Gennaro Gattuso e di conseguenza il Milan, considerato sulla carta uno dei candidati più accreditati per arrivare tra i primi quattro in campionato e costretto invece a navigare nelle zone basse della classifica.

Buon calcio
Difficile infatti riuscire a spiegare il perchè una squadra che in queste prime giornate di campionato ha già ampiamente dimostrato di saper giocare a calcio e aver mandato a memoria i dettami tecnico-tattici dell’allenatore in tema di proposte offensive, poi si sciolga come neve al sole ai primi assalti degli avversari. Il Milan di oggi ricorda sempre più dottor Jekyll e mister Hyde: bello dalla cintola in su (anche se ben lontano dai livelli di cinismo ed efficacia sotto porta richiesti a questi livelli), tremebondo ed impaurito quando si tratta di difendere quanto di buono conquistato.

Urge rimedio
Già sette punti lasciati per strada da situazione di vantaggio, il Milan è la squadra italiana che ha subito più rimonte finora: già 3 (Napoli, Atalanta e Empoli) in appena 5 partite giocate. Se non è un record poco ci manca.
Ha ragione mister Gattuso quando dice che nemmeno un doppio o triplo vantaggio oggi può mettere al sicuro la squadra rossonera dal sempre più concreto rischio black out. E allora come procedere? La speranza è che il tecnico calabrese, e con lui anche Leonardo e Maldini, abbiano in mente la soluzione ai problemi del Milan, altrimenti i tifosi dovranno aspettarsi un’altra stagione di patimenti.