16 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Italia ko: Mancini confuso e infelice, ma con una certezza

Senza vittorie in partite ufficiali da quasi un anno, gli azzurri escono sconfitti anche dal Da Luz di Lisbona. Male i tanti esperimenti di Mancini, buone risposte dai rossoneri.
Un momento di Portogallo-Italia
Un momento di Portogallo-Italia (ANSA)

MILANO - Un punto in due partite e lo spettro della retrocessione già all’orizzonte. Si, perchè da adesso anche la Nazionale è a rischio serie B (e nella peggiore delle ipotesi anche serie C e serie D). È il meccanismo cervellotico e perverso della Nations League, ancora troppo giovane per aver dissipato i mille dubbi di tutti i tifosi europei, ad aver costretto subito gli azzurri del nuovo ct Mancini sull’orlo del baratro di un’altra pesante delusione. Ora, va bene che questa nuova kermesse dell’Uefa non è altro che un modo per disciplinare il flusso delle amichevoli internazionali e renderli un pelo più interessanti per il pubblico, ma è lecito supporre che il peso specifico della rassegna possa crescere in fretta e allora una mazzata a livello d’immagine anche dalla Nations League potrebbe rappresentare per l’Italia un punto di non ritorno.

Troppi cambi
Che poi, ci si dovrebbe mettere d’accordo: oggi come oggi sono più importanti i test per questa Nazionale sperimentale oppure evitare un’ennesima figuraccia a livello continentale? La sfida contro il Portogallo privo di Cristiano Ronaldo una prima risposta l’ha già data. Mancini ha preferito rivoluzione quasi interamente la squadra che aveva pareggiato - ma giocato male con la Polonia - anzichè puntare sui migliori uomini a disposizione per fare risultato al Da Luz di Lisbona. Spazio quindi all’esordiente Lazzari, al non ancora pronto Caldara, ai vari Cristante, Immobile e Zaza del tutto impresentabili, e resa incondizionata ai lusitani, premiati tra l’altro da un gol dell’ex rossonero Andrè Silva.

L’unica certezza
A proposito di rossoneri, l’unica certezza con cui Roberto Mancini può tornare a casa da questa settimana europea, ha le sembianze mastodontiche di Gianluigi Donnarumma, il portierone azzurro messo in dubbio fino a qualche settimana fa e rivelatosi invece l’unico punto fermo da cui ripartire.
Anche contro il Portogallo Gigione è stato il migliore degli azzurri. Dopo aver strozzato in gola l’urlo di gioia di Zielinski e Krychowiak nel match di venerdì sera con la Polonia, stavolta è toccato a Bruma, Pizzi e soprattutto a Bernardo Silva, che ha costretto l’estremo difensore di Castellammare di Stabia ad un autentico miracolo nella ripresa.

La nuova coppia
Una partita tutto sommato positiva, malgrado la rumba ballata dall’intera difesa azzurra al cospetto degli attaccanti portoghesi, è stata quella di Alessio Romagnoli, Donnarumma a parte, sicuramente il migliore dell’Italia. La prestazione del centrale del Milan ha potuto contare sulla collaborazione fattiva di Mattia Caldara per lunghi tratti del match, peccato che sia stato proprio l’ex atalantino a perdere quella sanguinosa palla a centrocampo da cui poi è scaturito il gol dell’ex rossonero Andrè Silva. Nessun dubbio sul fatto che l’esperienza in comune con la maglia del Milan possa affinare l’intesa tra i due talentuosi difensori, una coppia su cui Mancini (e chi verrà dopo di lui) potrà contare ad occhi chiusi.