3 dicembre 2022
Aggiornato 20:00
Calcio | Nazionale

Roberto Mancini verso l'Austra: «Soffriremo fino a metà dicembre»

L'allenatore della nazionale: «I ragazzi hanno dimostrato subito la voglia di ripartire, anche in Nations League vincendo un gruppo non facile. La mia favorita per il Mondiale? Ci sono tante squadre forti, se ne devo indicare una dico l'Argentina»

Il tecnico della nazionale, Roberto Mancini
Il tecnico della nazionale, Roberto Mancini Foto: Agenzia Fotogramma

VIENNA - Quando si sarà già giocata la sfida inaugurale del Mondiale tra i padroni di casa del Qatar e l'Ecuador, domani sera (ore 20.45, diretta su Rai 1 - arbitro il tedesco Dingert) la Nazionale scenderà in campo all'Ernst Happel Stadion di Vienna per affrontare l'Austria nell'ultima amichevole di un 2022 che verrà purtroppo ricordato per la mancata qualificazione alla Coppa del Mondo: «La sofferenza c'è - ammette Roberto Mancini dalla sala stampa dell'Ernst Happel Stadion - e ci sarà da domani fino a metà dicembre. I ragazzi hanno dimostrato subito la voglia di ripartire, anche in Nations League vincendo un gruppo non facile. La mia favorita per il Mondiale? Ci sono tante squadre forti, se ne devo indicare una dico l'Argentina: contro di noi li ho visti bene».

Domani la Nazionale andrà alla ricerca della quarta vittoria consecutiva dopo i successi di settembre in Nations League con Inghilterra e Ungheria e il 3-1 in rimonta di mercoledì in Albania. Di fronte un'Austria che al pari dell'Italia non prenderà parte al Mondiale, avversaria di tante battaglie dall'inizio dello scorso secolo. Il bilancio dei precedenti pende dalla parte degli Azzurri (18 vittorie, 8 pareggi e 12 sconfitte), imbattuti negli ultimi 60 anni dopo che nei primi 10 confronti diretti non erano mai riusciti ad avere la meglio.

La prima vittoria risale al 1931, l'ultima al match degli Ottavi di finale di EURO 2020, quando l'Italia si impose 2-1 ai supplementari dopo un gol annullato dal VAR ad Arnautovic sullo 0-0, una rete che avrebbe potuto riscrivere la storia di un Europeo per noi indimenticabile. E proprio l'attaccante del Bologna, miglior marcatore dei suoi con 33 centri in 104 presenze, è il pericolo numero uno della nazionale guidata dal tedesco Ragnick: «La partita è un buon test - dichiara il Ct - soprattutto per i ragazzi più giovani. Questo sarà un match più difficile e ci farà capire se può essere riproposto quanto fatto vedere con l'Albania. Quella con l'Austria è stata una delle gare più impegnative dell'Europeo, anche se abbiamo ampiamente meritato di vincerla. Hanno diversi elementi bravi che giocano in Bundesliga e sono abituati a un ritmo sostenuto. E poi c'è Arnautovic, che è uno dei migliori talenti degli ultimi 15 anni».

Dopo aver dimostrato già nelle gare di settembre di poter tranquillamente giocare con la difesa a tre, a Tirana la Nazionale si è trovata a suo agio anche nel passaggio dal 3-5-2 al 3-4-3, un modulo che Mancini potrebbe riproporre anche con l'Austria: «Sì, è probabile - conferma il Ct annunciando che ci saranno dei cambi nell'undici titolare - valuteremo domani».

Se con l'Albania hanno fatto il loro esordio Fagioli, Pinamonti e il classe 2006 Pafundi, domani potrebbe arrivare il turno di Fabiano Parisi e Fabio Miretti, gli unici del gruppo azzurro insieme ai portieri Provedel e Vicario a non aver ancora giocato un minuto in Nazionale. Quel che è certo è che il Ct continua a puntare sui giovani, non solo a parole ma con i fatti: «Quelli che abbiamo chiamato ci stanno dando risposte positive, la situazione è buona. Anche i ragazzi che sono venuti qui per la prima volta, anche se hanno giocato poco. Solo così si può tornare a migliorare».

Chi pur essendo giovanissimo sembra già un senatore è Giacomo Raspadori, che anche a Tirana ha disputato un'ottima gara: «Ha grandi qualità. È giovane, sta migliorando notevolmente e può ricoprire qualunque ruolo. Può fare il centravanti e giocare anche insieme ad un altro attaccante».