27 novembre 2022
Aggiornato 00:00
Calcio & Giustizia

Juventus, plusvalenze e stipendi: la Procura chiude le indagini. Tra i reati falso in bilancio

È stato comunicato ai membri del cda la chiusura delle indagini. Tra i reati contestati il falso nelle comunicazioni sociali (falso in bilancio), l’aggiotaggio, l’ostacolo alla vigilanza e falsa fatturazione.

Da destra a sinistra la dirigenza juventina: Maurizio Arrivabene, Andrea Agnelli, Federico Cherubini e Pavel Nedved
Da destra a sinistra la dirigenza juventina: Maurizio Arrivabene, Andrea Agnelli, Federico Cherubini e Pavel Nedved Foto: Fabrizio Carabelli Agenzia Fotogramma

TORINO - I componenti del consiglio di amministrazione della Juventus sono accusati, a seconda delle singole posizioni di falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, trattandosi di una società quotata in Borsa. La Procura di Torino ha notificato nelle ultime ore l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Sotto accusa ci sono i componenti del consiglio d'amministrazione della squadra bianconera. A rendere noto il passaggio giudiziario è una nota firmata dal procuratore capo del capoluogo piemontese, Anna Maria Loreto.

Secondo l'accusa sarebbero stato alterati bilanci quale conseguenza «di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale». E le «annualità prese in considerazione dall'istruttoria ora conclusa - si spiega - sono tre: il 2018 (bilancio approvato il 24 ottobre 2019); il 2019 (bilancio approvato 15 ottobre 2020) ed il 2020 (bilancio approvato il 29 ottobre 2021)».

Ed «il quadro probatorio acquisito consente di delineare, ad avviso di questo ufficio, una attività di alterazione delle poste di bilancio (e quindi dei risultati di esercizio) quale conseguenza, in primo luogo, di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale».

Queste «operazioni di scambio che, non generando flussi finanziari di sorta, risultano, sempre secondo l'impostazione dell'accusa, concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento: tali operazioni sono state ritenute fittizie, anche alla luce del contenuto di conversazioni registrate nel corso delle indagini».

L'avviso di conclusione delle indagini preliminari oltre che ai componenti del consiglio di amministrazione della Juventus è stato notificato anche alla stessa società, secondo la legge 231, «quale ente ritenuto responsabile per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati ravvisati». Nella nota firmata dal procuratore capo si informa che gli inquirenti avevano sollecitato l'adozione di misure cautelari nei confronti di alcuni degli indagati, ma che il giudice delle indagini preliminari, il 12 ottobre scorso, ha respinto tale prospettazione. La Procura ha comunque presentato appello.

Juventus «secondo le valutazioni fatte sulle prove raccolte» rispetto all'esercizio 2018 (bilancio approvato il 24 ottobre 2019), «risulta essere stata indicata una minor perdita di esercizio, pari ad ? 39.896.000 anziché pari a euro 84.506.000; un patrimonio netto positivo, pari a euro 31.243.000, anziché negativo, pari ad euro 13.367.000».

«Quanto all'esercizio 2019 (bilancio approvato il 15 ottobre 2020), risulta, sempre secondo le conclusioni del consulente, essere stata indicata una minor perdita, pari a euro 89.682.000 anziché pari a euro 236.732.000; un patrimonio netto positivo pari a euro 239.204.000 anziché pari a euro 47.543.000; quanto all'esercizio 2020 (bilancio approvato il 29 ottobre 2021) risulta essere stata indicata una minor perdita di esercizio, pari ad euro 209.514.000 anziché pari ad euro 222.477.000; un patrimonio netto positivo, pari ad euro 28.827.000, anziché negativo, pari ad euro 175.791.000».

La Procura di Torino spiega poi come «è dato osservare come vi siano importanti differenze tra i risultati di bilancio cosi come approvati e quelli che, nella ricostruzione effettuata da questo Ufficio, avrebbero dovuto essere oggetto di approvazione: da ciò è conseguita l'ulteriore contestazione del delitto di aggiotaggio informativo, essendo Juventus FC società quotata nel mercato telematico azionario (delitto altresì contestato con riguardo all'aver comunicato, sempre secondo l'impostazione accusatoria, l'avvenuta rinuncia da parte della Prima Squadra, nel marzo 2020, a quattro mensilità stipendiali, essendo per contro intercorso accordo relativo ad una sola di queste)».