21 novembre 2019
Aggiornato 11:30

Sempre loro: il duello mondiale è ancora Marc Marquez contro Valentino Rossi

Passano gli anni, ma la loro rivalità non finisce: e così anche in questo 2018 le prime due posizioni della classifica iridata sono per i due eterni avversari

La Honda di Marc Marquez davanti alla Yamaha di Valentino Rossi nel GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona
La Honda di Marc Marquez davanti alla Yamaha di Valentino Rossi nel GP di Catalogna di MotoGP a Barcellona Red Bull

BARCELLONA – Passano gli anni, si alternano gli avversari, ma alla fine là davanti ci sono sempre loro: Marc Marquez e Valentino Rossi. Un duello infinito, il loro, costellato di battaglie, di sorpassi, stoccate, accuse, sospetti, litigi, riavvicinamenti, rispetto reciproco ma intensa rivalità anche caratteriale. E che, quasi in virtù di un destino inevitabile, li porta ad intrecciare costantemente le sorti e ad incrociare continuamente le spade nella corsa al titolo mondiale. Anche in questo 2018 la classifica recita invariabilmente: primo Marc Marquez, secondo Valentino Rossi.

Fieno in cascina
Loro due lì davanti in campionato, loro due sul podio del Gran Premio di Catalogna. Davanti al suo pubblico di casa, Marquez ha conquistato un secondo posto, costretto dalla superiorità di Jorge Lorenzo a correre con la mentalità per lui insolita della formichina: «Ho fatto un po' di fatica, non sono sicuro che la gomma dura fosse la scelta giusta, ma il secondo posto era il mio obiettivo fin da dopo le prove libere – ammette il Cabroncito ai microfoni di Sky Sport – Per tutto il weekend Lorenzo andava un pochino di più. Gli sono rimasto attaccato per cinque giri, poi ho capito che Lorenzo era troppo forte: se fossi rimasto lì per ventitré giri sarei finito per terra, e ci sono anche arrivato vicino. E, quando ho visto che Dovizioso era fuori gara e che stavano cadendo in tanti, ricordandomi della scivolata al Mugello ho preferito gestire la gara, andare più piano ma arrivare in fondo alla gara, accontentandomi dei venti punti. Ne avevo ventitré di vantaggio prima di questa gara, ora sono ventisette: questo è importante». Un risultato, dunque, che gli permette di riprendere fiato dopo la battuta d'arresto in Italia, riconfermandolo leader della graduatoria iridata. Ma se vedere il suo nome lassù in alto non è certo una sorpresa, molto più inaspettato è il nome del suo primo inseguitore. Quest'inverno si pronosticava infatti uno scontro bis con Andrea Dovizioso, invece quando gli si chiede l'identità del suo avversario più temibile oggi il campione del mondo non ha dubbi: «Valentino, che è secondo, è forte, è veloce. Per il momento lui è il più vicino».

M1 limitata
Non a caso, Valentino Rossi è arrivato subito dietro a Marquez anche oggi al traguardo: «Mi piacerebbe arrivare più avanti, ma sono contento del podio», sorride il Dottore. Anche perché si tratta del terzo consecutivo per lui, che sta facendo della costanza di rendimento la sua arma migliore, nonostante la mancanza di acuti della sua Yamaha, tuttora alle prese con evidenti problemi tecnici di pneumatici ed elettronica. «Ero molto preoccupato, come tanti, ma alla fine la gomma davanti è andata bene – spiega il fenomeno di Tavullia – Non sarei partito con la morbida se avessi avuto a disposizione la media che chiedevo, ma abbiamo fatto di necessità virtù. Considerato che c'erano un po' di nuvole, quindi faceva un po' meno caldo, l'anteriore non è andato in crisi. Purtroppo nei primi giri ho dovuto fare molta attenzione, perché con la gomma nuova e il pieno di benzina tendeva a chiudersi tanto. Quindi ho dovuto mantenere un po' di margine e, anche se il distacco non era molto, loro riuscivano ad andare un po' più forte. Però sono contento perché ho tenuto un buon passo fino alla fine: considerato che in questa pista l'anno scorso è stato un disastro, non sono arrivato molto lontano». Quando il suo storico rivale lo indica come pericolo pubblico numero uno nella rincorsa mondiale, lui si schermisce: «Io cerco di fare più punti possibile, perché mi piace averne molti, e sempre di più tutte le domeniche: alla fine siamo qui per quello – risponde Vale con una battuta – Essere secondo è positivo, anche perché oggi ho allungato un po' sui piloti dietro di me e non ho perso molto da Lorenzo, che sta recuperando. Ora di lunghezze di distacco ne ho ventisette, ma il mio miglior risultato rimane comunque il terzo posto. E se non ho mai vinto vuol dire che ci manca un pochino. Dipenderà molto da pista a pista, da che gomme potremo usare. La nostra elettronica rimane un problema, aspetto un po' di aiuto prima possibile. L'obiettivo è tornare competitivi per vincere prima della fine dell'anno. Domani ci sono dei test, proveremo qualcosa e poi vedremo». D'altra parte i protagonisti sono gli stessi, ma non è detto che il copione sia destinato ad avere sempre il medesimo finale...