16 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Calcio | Nazionale

Milan, Gattuso: il solito dubbio e il solito errore

La finale di Coppa Italia contro la Juventus si avvicina, ma l’allenatore rossonero non ha ancora sciolto il solito dubbio di ogni vigilia. Un errore di valutazione che ha provocato danni importanti.

L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso ANSA

MILANO - Non provate nemmeno a chiedere a Gennaro Gattuso se ha sciolto i dubbi di formazione in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus, in programma allo stadio Olimpico di Roma mercoledì 9 maggio. La risposta potrebbe essere brusca, in maniera direttamente proporzionale allo stato di insofferenza di fronte a una matassa che dopo metà campionato sulla panchina rossonera ancora non si riesce a dipanare. Si tratta di un serio argomento di discussione in vista della madre di tutte le partite per il neonato Milan cinese e riguarda le scelte tecniche di mister Gattuso in vista della finale. Anzi, la scelta tecnica, perchè ormai abbiamo capito che l’unico dubbio che l’allenatore calabrese cova in cuor suo da ormai sei mesi è quello legato al centravanti: dopo due partite consecutive da titolare per Patrick Cutrone toccherà ancora a lui oppure stavolta sarà il turno di Nikola Kalinic? O magari la sorpresa dell’ultimo momento ci regalerà il portoghese Andrè Silva al centro dell’attacco rossonero?

L’errore di Gattuso
Il bottino dei tre attaccanti centrali del Milan è altamente insoddisfacente, difficile però scaricare la colpa solo su di loro. E non perchè non abbiamo deluso (Kalinic e Andrè Silva hanno reso molto al di sotto delle aspettative), quanto perchè Gattuso - come ammesso onestamente dalle stesso tecnico - probabilmente non li ha messi in condizione di rendere al meglio. Sotto accusa è soprattutto la gestione e l’impiego dei tre centravanti. Nessun titolare, nessuna riserva, nessuna gerarchia, ogni partita un terno al lotto. Chi gioca titolare? Chi subentra a partita in corso? Chi resta a guadare dalla panchina? Non proprio la situazione ideale per un attaccante. 

Ennesimo ballottaggio
Vero è che mai nessuno dei tre ha offerto garanzie sufficienti all’allenatore per essere preferito agli altri due, ma forse sarebbe stato opportuno forzare la mano, puntare tutto su un solo numero 9 e farlo giocare con continuità. Più o meno quello che Gattuso ha fatto in tutte le altre zone del campo: Calabria e Rodriguez sono diventati i titolari delle corsie; Bonucci e Romagnoli i ministri della difesa; Biglia il principito del centrocampo, con Kessiè e Bonaventura accanto; e per finire Suso e Calhanoglu insigniti del delicato compito di portare la fantasia al potere sulle fasce dell’attacco rossonero. Al centro dell’attacco invece una scelta definitiva non è mai stata presa, con il risultato di far perdere brillantezza a tutti e tre i centravanti del Milan. L’augurio è che l’anno prossimo l’arrivo di un bomber di spessore internazionale metta tutti d’accordo e definisca in maniera chiara le gerarchie. Intanto prepariamoci all’ennesimo ballotaggio.