15 dicembre 2018
Aggiornato 06:00

Milan, all’indomani del derby resta una domanda senza risposta

I rossoneri festeggiano il prolungamento di contratto di Gennaro Gattuso, ma resta un interrogativo legato alle condizioni del Milan apparso pericolosamente sulle gambe nel derby contro l’Inter.
Bonucci e Calabria a contrasto su Brozovic
Bonucci e Calabria a contrasto su Brozovic (ANSA)

MILANO - Rino Gattuso ha firmato, viva Gattuso. La cerimonia che ha consacrato il tecnico calabrese prossimo allenatore del Milan fino al 2021 - un triennale da 2 milioni di euro netti a stagione a salire - ha definito nei dettagli qualcosa che ormai era ben nota ma che necessitava ancora dei crismi dell’ufficialità. A questo punto in via Aldo Rossi sarà possibile iniziare a pianificare il futuro, per quanto sia possibile farlo con la doppia spada di Damocle ancora pendente sulla testa di Yonghong Li: la prima quella del rifinanziamento del debito contratto con Elliott; la seconda relativa all’incontro con l’Uefa che stabilirà eventuali sanzioni relative al settlement agreement. Sta di fatto che con la firma di Gattuso al Milan si può voltare pagina ed iniziare definitivamente a pensare alla prossima stagione. Non che questa sia finita, ci mancherebbe, c’è ancora un posto in Europa League da conquistare e una finale di Coppa Italia da contestare alla famelica Juventus prima dello sciogliete le righe. Di certo però il pareggio di ieri sera nel derby contro l’Inter ha visto tramontare definitivamente i sogni di gloria relativi alla possibile rincorsa ad un posto Champions.

Milan remissivo
Al termine del match, cercando di spiegare il perchè di un atteggiamento tanto remissivo dei suoi ragazzi, specialmente nella seconda parte di gara quando ci si sarebbe aspettato un forcing ossessivo dei rossoneri nella metà campo interista, mister Gattuso ha provato a chiarire il suo pensiero con una frase asciutta: «Una seconda sconfitta consecutiva sarebbe stata devastante, per questo non ho rischiato le due punte e ho tenuto la squadra bassa». Una spiegazione che però non convince. C’è da ricordare che il Milan aveva un solo risultato a disposizione per continuare a covare una per quanto esile speranza di successo, mentre ai nerazzurri sarebbe bastato anche il pareggio, e che quel misero punticino rappresenta ben poco ai fini della classifica.

Domanda senza risposta
Ecco allora sorgere una domanda alla quale difficilmente avremo risposte ufficiali, ma che potrà trovare conferme o smentite già domenica sera quando il Milan scenderà di nuovo in campo a San Siro contro il Sassuolo. La partita giocata in maniera così remissiva contro l’Inter è frutto di una scelta tattica dell’allenatore oppure di un preoccupante calo di tensione della squadra o magari di un crollo di energie fisiche e mentali dei ragazzi rossoneri? Una parziale ammissione in tal senso è già arrivata nella tarda serata di mercoledì, quando Gennaro Gattuso ha ammesso che alcuni dei suoi calciatori sono stanchi dopo il gran lavoro degli ultimi tre mesi.

Rincorsa vana?
Il problema è capire quanto stanchi, perchè se il Milan di oggi non è in grado neppure di produrre un forcing degno di tal nome nella mezz’ora finale del match più importante della stagione, quello che avrebbe potuto rilanciare il Milan nella lotta Champions, ce la farà a recuperare in fretta le energie per il rush finale di questa lunga ed estenuante stagione? L’augurio è che mister Gattuso riesca a trovare le parole giuste per stimolare a dovere i suoi ragazzi, magari un po’ meglio rispetto a quanto fatto mercoledì pomeriggio nel derby. Altrimenti la strepitosa rincorsa di inizio 2018 rischia di restare vana e nessuno al Milan si augura una cosa del genere.