7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30

Milan conteso: tre offerte sul piatto e il nuovo ruolo di Elliott

Mentre la squadra di Gattuso si appresta ad affrontare il durissimo test dell’Emirates contro l’Arsenal in Europa League, sul fronte societario si continua a lavorare per il rifinanziamento del debito con Elliott.

Yonghong Li e Marco Fassone
Yonghong Li e Marco Fassone ANSA

MILANO - Partita doppia. No, non si tratta del metodo di scrittura contabile ad uso e consumo dei commercialisti, ma del duplice tavolo da gioco su cui il Milan, ormai da diversi mesi, è costretto a competere. Da una parte le gesta sul campo della squadra di Gennaro Gattuso, capace di ridare un senso ad una stagione che sembrava bruciata dopo il fallimentare inizio sotto la guida di Vincenzo Montella. Dall’altra il lavoro sul filo dell’equilibrio societario dell’amministratore delegato Marco Fassone, fin qui impegnatissimo a rassicurare tutti (Uefa, Lega, potenziali investitori e naturalmente i milioni di tifosi rossoneri) ma anche a trovare quegli sbocchi finanziari necessari per ridare ossigeno alla proprietà di Yonghong Li, affogata dai debiti contratti con il fondo americano Elliott al momento dell’acquisto del club dalla Fininvest.

Il debito con Elliott
È ormai noto che il board dell’Uefa ha respinto la richiesta del Milan di aderire al voluntary agreement, proprio per il mistero che aleggia attorno al nuovo proprietario Yonghong Li. Ed è altrettanto risaputo che l’ad rossonero è alla ricerca di nuovi partner in grado di aiutare la società di via Aldo Rossi a risanare/rifinanziare il debito con Elliott (parliamo di 303 milioni di euro più interessi, per un totale vicino ai 370 milioni) entro ottobre 2018. Nella giornata di oggi sono rimbalzati i nomi di alcuni potenziali finanziatori, interessati a rilevare interamente il club o comunque garantire risorse fresche in cambio di quote di minoranza.

Le tre cordate
Il più interessante è indubbiamente quello di Saeed Al-Falasi, membro di una famiglia nobile degli Emirati Arabi e proprietario del gruppo International Triangle, attivo in diversi settori, dal commercio internazionale all’edilizia e brokeraggio. Ma l’uomo d’affaru con uffici a Dubai non sarebbe l’unico interessato a mettere le mani sul Milan. Si parla anche di un misterioso fondo americano, ma anche di una cordata russa facente capo al miliardario di origine uzbeka Alisher Uzmanov, tra l’altro socio di minoranza dell’Arsenal, l’avversario sul campo di oggi dei ragazzi di Gattuso.

Elliott garante
L’indiscrezione più interessante per i tifosi rossoneri però sarebbe un’altra. Premesso che entro il 30 di giugno è previsto un nuovo aumento di capitale da 30 milioni, messo a disposizione dal presidente rossonero Yonghong Li e che potrebbe arrivare in più rate, la novità rassicurante è che qualora si rendesse necessario, Elliott sarebbe disposto ad incontrare la UEFA insieme a Marco Fassone in occasione dell’appuntamento fissato a metà aprile per tracciare i paletti del settlement agreement, proprio per garantire la solidità del club. Questo perchè l’interesse principale del fondo americano è quello di supportare l’attuale proprietà, non affossarla, e fare in mondo che il Milan resti ad alto livello. Senza ombra di dubbio, per i tifosi milanisti è questa la garanzia più importante che tutti faranno l’impossibile perchè la squadra continui la sua crescita esponenziale. In Italia, in Europa e nel mondo.