19 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Ferrari, nel 2018 resta Raikkonen: ma l'anno dopo...

Per la prossima stagione si è puntato ancora sull'usato sicuro, ma poi per raggiunti limiti di età bisognerà pensare a una successione. E le strade sono molte: i giovani del vivaio, i due della Red Bull o addirittura un clamoroso scambio Vettel-Hamilton
Kimi Raikkonen davanti a Sebastian Vettel
Kimi Raikkonen davanti a Sebastian Vettel (Ferrari)

SPA-FRANCORCHAMPS - Anche per il prossimo anno, all'autosalone di Maranello si è preferito al nuovo l'usato sicuro targato Kimi Raikkonen. Ma nel 2019? Prima o poi, non fosse altro per raggiunti limiti di età, Iceman sarà costretto ad appendere il casco al chiodo, e allora in Ferrari si porrà realmente il problema della sua successione. La scelta più logica (nonché la più gradita ad un presidente dimostratosi autarchico come Sergio Marchionne) sarebbe quella di selezionare l'erede tra i giovani talenti coltivati nel vivaio: due su tutti, il nostro Antonio Giovinazzi, oggi terza guida, e il monegasco Charles Leclerc, che sta dominando la Formula 2 e che nel suo recente test con la SF70H ha talmente convinto da ricevere l'investitura di futuro campione nientemeno che dallo stesso Raikkonen. Ma prima di concedere loro il grande onore e la responsabilità di un sedile da titolari, con il grosso rischio di bruciarli, bisognerà seguirne con attenzione i prossimi passi della crescita. A partire dall'esordio ufficiale nel Mondiale, che per entrambi potrebbe arrivare l'anno prossimo sulla ferrarina svizzera Sauber. Le loro doti non sono in discussione, ma i risultati e l'espeienza che sapranno raccogliere in F1 sono ancora un'incognita.

I mal di pancia di Verstappen
Se si volesse andare maggiormente sul sicuro, puntando su piloti già sperimentati ad alti livelli, sulla lista dei desideri di Marchionne compare in blocco il duo della Red Bull: Daniel Ricciardo e Max Verstappen. Sulla carta entrambi sono blindati da un contratto fino al 2020, ma lo stesso baby fenomeno olandese ha recentemente lasciato intendere che, se i Bibitari non lo porteranno presto a lottare per il titolo, sarebbe pronto a guardarsi attorno: "Ho sempre detto che non ho alcun motivo di lasciare il mio attuale team se avrò a disposizione una vettura competitiva - ha dichiarato a margine di un recente evento promozionale a Zandvoort - In questo momento non stiamo dove vorrei, ma non significa che io voglia andarmene adesso. Ma se entro due o tre anni non faremo progressi, allora sarebbe una storia differente. Stiamo lavorando molto per migliorarci, l'anno prossimo capiremo cosa ci riserverà il futuro. Intanto facciamo dei passi avanti, come anche altri team, ma noi dovremmo riuscirci in tempi più rapidi".

Percorsi incrociati
Infine, c'è il sogno proibito, che si chiama Lewis Hamilton. Anche lui, ad oggi, è legato a filo doppio ai rivali della Mercedes, ma allo stesso tempo non ha mai nascosto di subire il fascino della Ferrari (che già guida nella sua versione stradale). Quest'ultimo scenario, naturalmente, dipende anche e soprattutto dalla sorte del caposquadra Sebastian Vettel, poco disposto a far coppia con il suo attuale nemico numero uno. Accolta la sua richiesta di continuare a far coppia con Raikkonen anche nella prossima stagione, il rinnovo del quattro volte campione del mondo sembra ormai una pura formalità. Non fosse per il dilemma della durata: la Rossa vorrebbe bloccarlo per tre anni, lui preferirebbe tenersi le mani libere con un accordo valido per una sola annata. A fine 2019, poi, potrebbe annusare l'aria e capire quale squadra gli garantirebbe le maggiori chance di vincere il titolo. Magari proprio la Mercedes, con cui già ci fu un primo prematuro abboccamento nell'inverno scorso e che gradirebbe non poco riavere in squadra un portacolori tedesco dopo l'addio di Nico Rosberg. E allora chissà, il clamoroso scambio Hamilton-Vettel potrebbe improvvisamente non essere più così impossibile...