19 gennaio 2020
Aggiornato 21:30
Calciomercato

L’affare Renato Sanches svela i contorni del nuovo Milan

La misura di quanto sia cresciuto il club di via Aldo Rossi è tutta nella gestione della trattativa per Renato Sanches. Una volta il prestito secco di una giocatore proveniente da una big del calcio europeo era l’unica opportunità per schierare un calciatore di qualità. Ora Fassone e Mirabelli pretendono un diritto di riscatto.

Il centrocampista portoghese Renato Sanches
Il centrocampista portoghese Renato Sanches ANSA

MILANO - L’affare Renato Sanches si complica, si ingarbuglia, si intreccia con logiche di mercato che al momento non sembrano compatibili con le esigenze del nuovo Milan. Come ampiamente annunciato proprio dalle colonne del diariodelweb.it, le difficoltà di questa operazione sono strettamente riconducibili ad una verità inoppugnabile: la società rossonera, con l’ingresso della proprietà cinese, è molto cambiata da qualche mese a questa parte e quella che fino all’anno scorso era diventata una pratica usuale in via Aldo Rossi, il prestito secco senza alcun diritto di riscatto, adesso non è più tollerabile.

Che differenza
Il Milan di oggi ha smesso di essere una succursale delle big del calcio europeo come è accaduto nell’ultimo mortificante quinquennio. Situazioni come quella di van Ginkel tre anni fa, oppure dei più recenti Pasalic e Deulofeu la scorsa stagione, non si verificheranno più a queste latitudini e la ragione è semplice: a differenza di Galliani che era costretto a mandare avanti la baracca con poche risorse - e pochissime idee - a disposizione, navigando a vista senza alcun progetto di futuro, Fassone e Mirabelli oggi lavorano per far crescere la società e la squadra. 

Prestito secco
Questo vuol dire che le parole di Karl Heinz Rummenigge, raccolte al termine della tournèe asiatica del Bayern Monaco, rappresentano una vera e propria pietra tombale sull’arrivo del giovanissimo talento portoghese a Milanello: «Riteniamo possa essere ancora utile al Bayern, ecco perchè abbiamo deciso di lasciarlo andare via ma solo con un prestito annuale. Crediamo possa essere ancora un buon giocatore per noi e che possa aiutarci in futuro. Lui non vuole andare via, semplicemente vorrebbe giocare. Se lo lasceremo andare, lo ripeto, sarà solo con un prestito annuale. Vedremo cosa succederà». 

No grazie
Cosa succederà è abbastanza prevedibile: o Fassone e Mirabelli saranno così bravi da fare cambiare idea al numero uno bavarese e convincerlo così a prendere in considerazione l’idea di un prestito si, ma con diritto di riscatto a favore del Milan, oppure la mezzala lusitana classe ’97, sarà costretta ad un altro anno all’ombra dei vari Tolisso, Vidal, Thiago Alcantara etc. etc. 
Fermo restando che con un Franck Kessiè in queste condizioni straripanti, un Biglia pronto a prendere in mano le redini del centrocampo rossonero, e uno tra Bonaventura e Calhanoglu a fare da raccordo tra la linea mediana e l’attacco, francamente ci risulta difficile immaginare per Renato Sanches una maglia da titolare fisso nel nuovo Milan di Montella. Opzione che di fatto eliminerebbe l’opzione rossonera dal ventaglio delle sue preferenze.