24 agosto 2019
Aggiornato 04:00

Vettel-Hamilton, il duello prosegue in conferenza stampa

Lewis sostiene che il suo rivale se la sia cavata a buon mercato e attacca il presidene della Fia, Jean Todt. Seb si difende ricordando che lo stop&go gli è costato la vittoria a Baku e ribadisce le sue scuse. Entrambi, però, ora vogliono solo voltare pagina e pensare al weekend di gara

Lewis Hamilton e Sebastian Vettel fianco a fianco in conferenza stampa in Austria
Lewis Hamilton e Sebastian Vettel fianco a fianco in conferenza stampa in Austria ANSA

SPIELBERG – Bisogna ringraziare l'amico Matteo Bonciani, capo ufficio stampa della Federazione internazionale dell'automobile, se una volta tanto la conferenza stampa di rito della vigilia non ci ha ammannito le consuete dichiarazioni di circostanza, ma ci ha regalato degli autentici fuochi d'artificio. I due uomini del momento in Formula 1 sono Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, protagonisti della corsa al Mondiale e della chiacchieratissima ruotata di Baku? E dunque il responsabile della comunicazione del campionato ha avuto la bella pensata di convocarli per un faccia a faccia diretto, uno a fianco all'altro, divisi solo dal malcapitato Kevin Magnussen. Il duello rusticano, dunque, in attesa di trasferirsi in pista al Red Bull Ring si è acceso a suon di parole, rinfocolato dalle domande dei colleghi giornalisti.

Quando c'è pentimento
L'argomento principe, naturalmente, è stato il famigerato fallo di reazione per il quale il ferrarista è stato dapprima inquisito e poi assolto grazie al suo tardivo ripensamento. Seb ha da un lato ribadito le proprie scuse, dall'altro manifestato una certa insofferenza al riguardo, e la volontà di voltare pagina: «Non penso che sia necessario dire altro, no? – ha ribattuto il campione tedesco – Penso che tutti noi, io per primo, abbiamo visto le immagini molte volte, anche se ovviamente dall'interno della vettura avevo una prospettiva diversa. Dopo la gara ho potuto parlare rapidamente con Lewis ma non voglio gonfiare questa faccenda più di quanto già non lo sia. Penso che sia mio e nostro diritto tenerla privata tra di noi, e ho detto tutto ciò che dovevo. Ho sbagliato ad affiancarmi a lui e a colpire la sua ruota: siete tutti qui per sentirmi dichiarare questo, ma non ho molto altro da dire. In quel momento ero sorpreso, mi era sembrato che Lewis avesse frenato e non ero riuscito ad evitare il tamponamento. Per questo mi sono innervosito e ho avuto quella reazione esagerata. Ma, come ho detto nella mia lettera, con il senno di poi non penso che lo abbia fatto intenzionalmente. Sono orgoglioso di quel momento? No. Posso tornare indietro? No. Me ne pento? Sì. Perciò non penso che sia il caso di trascinarla oltre».

Nuovo capitolo
Almeno su questo punto, l'accordo si può trovare con Lewis Hamilton: «Ho detto tutto ciò che sentivo di dire all'ultima gara e per me si è chiusa lì – ha risposto il pilota della Mercedes – Ora il mio lavoro è concentrarmi sulle tante gare che mancano. Non cambio idea: ho ancora il massimo rispetto per lui come pilota e continuerò a sfidarlo come sempre per il resto della stagione, con la stessa forza che ho avuto finora. L'unico punto da chiarire era che lui sosteneva che avessi frenato apposta: siccome i dati hanno dimostrato che non era così, gli ho chiesto di rettificarlo pubblicamente. Al contrario, è stato lui ad accelerare, forse perché voleva avvicinarsi a me il più possibile, ma ha commesso un errore di valutazione. Spero che lo abbia spiegato bene perché non c'era motivo per me di fare una manovra del genere, visto che ero in testa. Accetto le sue scuse e vado avanti». Scuse che, ha rivelato lo stesso anglo-caraibico, gli sono arrivate già martedì scorso via sms.

Linea morbida... o no?
Tutto risolto, insomma? Manco per niente. L'aspetto chiave sul quale le versioni dei due diretti interessati continuano a divergere è la sanzione ricevuta da Vettel. Il suo rivale, infatti, non ha proprio gradito che nell'udienza di lunedì scorso di fronte al presidente della Federazione Jean Todt l'abbia fatta sostanzialmente franca: «Con tutto il rispetto, Jean dovrebbe essere seduto qui al nostro fianco, magari a rispondere a qualche domanda, perché il suo intervento non ha cambiato nulla. Quindi il messaggio che è stato mandato resta lo stesso», ha attaccato Hamilton. Il quattro volte iridato, al contrario, ritiene di essere stato punito a sufficienza con lo stop&go durante la gara: «Mi sono preso una penalità e ho perso una gara che avrei potuto vincere, con il problema sulla sua macchina – ha ricordato – Potete credermi quando vi dico che non sono rimasto per niente contento del quarto posto, invece di una potenziale vittoria: non c'è bisogno che vi dica quanti punti di differenza ci sono. Poi, lunedì sono andato a Parigi dalla Fia, abbiamo tenuto quell'udienza, mi hanno chiesto la mia opinione su ciò che è successo, abbiamo ripercorso l'incidente. Tutto qui». Gong, fine del primo round. Il prossimo inizia domani, sull'asfalto austriaco.