24 agosto 2019
Aggiornato 07:00

Milan: Montella boccia il mercato di Galliani

Va bene la mancanza di fondi, ma durante l’estate 27 milioni comunque sono stati spesi dall’ad per “migliorare” la squadra. Invece sono arrivati sei giocatori, tutti destinati ad una lunga stagione tra panchina e tribuna, a testimoniare l’ennesimo fallimento delle strategie di mercato di Galliani.

MILANO - In questi giorni non si fa altro che ripetere quanto sia stato approssimativo e insensato il mercato estivo del Milan costruito dal prode condor Galliani, rimasto improvvisamente a secco e rivelatosi incapace di gestire con un minimo di criterio e strategia la campagna acquisti rossonera. Anche noi abbiamo sottolineato a più riprese il primo e più evidente strafalcione commesso dall’amministratore delegato «a tempo» del club di via Aldo Rossi: aver sperperato quei pochi milioncini a disposizione per portare a Milanello una sfilza di giocatori di dubbio valore e ancor più inconsistente utilità, anziché puntare forte su un solo giocatore capace di entrare immediatamente nelle rotazioni di Montella e rivelarsi prezioso per il prosieguo della stagione rossonera.

Chi l’ha visto?

Vangioni, Lapadula, Gustavo Gomez, Pasalic, Sosa, Mati Fernandez, ben sei volti nuovi a disposizione di Montella e - alla luce delle scelte di campo dell’allenatore rossonero - nessuno all’altezza della situazione. 

Partiamo dal terzino argentino Leonel Vangioni, ormai ospite fisso della trasmissione televisiva di Rai 3 «Chi l’ha visto». Il suo volto, mai messo efficacemente a fuoco finora, genera ancora un punto interrogativo tra i tifosi milanisti. Per non parlare delle sue doti sul campo: arrivato dal River Plate grazie all’ennesimo - e ci si augura ultimo - colpo a parametro 0 di Galliani, il terzino argentino quasi trentenne, malgrado i ripetuti problemini fisici dei suoi diretti concorrenti Antonelli e De Sciglio, non è mai stato preso in considerazione da Montella, tanto che a Genova il tecnico di Pomigliano d’Arco ha preferito buttare nella mischia un quasi esordiente come Calabria, per giunta fuori ruolo, piuttosto che avvalersi dei prestigiosi servigi di Vangioni.

27 milioni sperperati

Ma almeno lui è costato zero, così come Pasalic (in prestito secco) perché poi ci sono le questioni legate a Lapadula (9 milioni), Gomez (8,5 milioni), Sosa (7,5 milioni) e perfino Mati Fernandez (quasi 2 milioni tra prestito e riscatto già fissato) che meritano un analitico approfondimento. Stiamo parlando di circa 27 milioni di euro sperperati per degli onesti panchinari dei quali il Milan avrebbe potuto fare tranquillamente a meno e che, almeno fino a questo momento, non hanno aggiunto una virgola al tasso tecnico e qualitativo della squadra.

Il blocco Milan

Andate a riguardare le formazioni scelte da Vincenzo Montella in queste prime sei giornate di campionato. Il comune denominatore del Milan è sempre quello, il blocco granitico della squadra dello scorso anno. Dei nuovi acquisti il Principito Sosa l’unico ad essere stato schierato dal primo minuto in ben due circostanze (Udinese e Sampdoria), ma solo grazie alla squalifica di Kucka e al contemporaneo infortunio di Bertolacci; per il resto una sola maglia da titolare per Lapadula (a Genova in occasione della panchina «punitiva» a Bacca) e per Gustavo Gomez (complice la squalifica di Paletta). Poi il nulla.

Finalmente la pensione

Se qualcuno aveva ancora bisogno di una conferma riguardo l’inefficacia di Adriano Galliani e delle sue strategie di mercato, adesso è servito. E il pensiero va a quella ormai famosa cartellina rossa, consegnata da Montella all’ad rossonero nel corso della loro prima cena operativa, contenente la lista dei desideri del nuovo tecnico del Milan: Borja Valero, Pjaca, Musacchio, Cuadrado, Badelj. Non è arrivato nemmeno uno di loro, in compenso a Milanello - vista la quantità di giocatori inutilizzati e inutilizzabili - c’è la fila per allenarsi. Prodigi di un amministratore delegato che per fortuna del Milan sta finalmente per andare in pensione.