20 luglio 2019
Aggiornato 22:00

Agostini assolve Valentino: «Non ha sbagliato»

Altro che «somaro», secondo il campionissimo bresciano Rossi è stato troppo severo con se stesso dopo la caduta di Assen: «Non è stato un errore, è successo anche a me di scivolare. Per vincere bisogna andare al limite»

Valentino Rossi e Giacomo Agostini
Valentino Rossi e Giacomo Agostini Yamaha

ROMA – Giacomo Agostini assolve Valentino Rossi. Il più grande campione della storia del motociclismo (15 titoli mondiali e 123 vittorie in carriera, oggi tallonato proprio dal Dottore che di gare ne ha vinte finora 114) non se la sente di bocciare il suo successore per l'errore commesso domenica scorsa ad Assen. Anzi, si dimostra più tollerante con il pilota di Tavullia di quanto lo sia stato lui stesso subito dopo la gara in cui è caduto sull'asfalto bagnato proprio mentre si trovava in testa. «Sono stato un somaro, ho sbagliato da principiante», si è preso le colpe Vale. La leggenda bresciana delle due ruote, al contrario, sostiene che si sia trattato di una semplice svista, molto meno grave di quanto sia apparsa dalla televisione: «Assen è sempre stata una pista molto difficile, impegnativa e con mille incognite – racconta Ago in un'intervista concessa all'agenzia di stampa Lapresse – È stata una corsa tribolata, sotto l'acqua è sempre difficile gestire la gara. Sei al limite con l'aderenza, puoi andare sempre uguale e all'improvviso ti ritrovi per terra. Non lo chiamerei errore, sul bagnato puoi andare per 25 giri alla stessa velocità e con la stessa traiettoria. Poi magari al 26° ti trovi per terra, è successo anche a me. Quello non vuol dire niente: se vuoi vincere devi andare forte, al limite. Purtroppo sul bagnato la sensibilità è quella che è, è facile incappare tra virgolette in un errore. Certo, questo 'zero' come gli altri è stato importante, ma ci sono ancora 250 punti in palio. Io non drammatizzerei. È sempre più dura, però la partita non è ancora chiusa».

Spagnoli tra alti e bassi
Più negativa è stata invece la prestazione messa in mostra dal campione del mondo in carica Jorge Lorenzo, che non è mai stato in grado di lottare per le prime posizioni: «Sul bagnato lui non riesce a dare tutto quello che normalmente dà. È sempre in difficoltà, e non lo si scopre da questa gara». Chi esce da vero vincitore del weekend olandese (pur essendo arrivato secondo al traguardo) e da favorito d'obbligo per il titolo mondiale è invece Marc Marquez, che si è dimostrato capace di usare la testa: «Ha ragionato, ha capito che essendo in testa al campionato non poteva rischiare di andare per terra – analizza ancora Agostini – Quello davanti (Miller, ndr) non gli dava fastidio. 25 punti sono meglio di 20, però 20 sono meglio di niente. Probabilmente sta pensando al campionato, con l'esperienza e gli anni che passano si impara. Ad oggi è il favorito, e non sono solo io a dirlo. È logico che sia così quando sei in testa, anche se come pacchetto moto la Yamaha è migliore e ha due piloti molto bravi, ed è quello che conta».