8 maggio 2021
Aggiornato 14:30
Calciomercato-Milan

Emery-Monchi, il Milan cinese tenta l’accoppiata del Siviglia

Prende corpo una suggestione grazie alla quale il nuovo Milan firmato dalla cordata asiatica potrebbe cambiare letteralmente volto. Il nome giusto per la panchina è quello di Unai Emery, ma accanto a lui potrebbe sbarcare in via Aldo Rossi anche il diesse Monchi, protagonista delle stagioni d’oro del Siviglia.

MILANO - Clamoroso al Sánchez-Pizjuán. Se il grandissimo Sandro Ciotti fosse ancora con noi, probabilmente sarebbe questa la frase da lui scelta per raccontare l’inatteso colpo di scena che sta lentamente prendendo corpo a Siviglia. Il club andaluso, fresco vincitore della sua terza Europa League sembra prossimo ad uno smembramento che mentre negli anni scorsi ha riguardato - e in maniera limitata - solo la squadra, stavolta potrebbe coinvolgere anche staff tecnico e dirigenziale.

Emery e Monchi, che coppia

In che modo una rivoluzione societaria al Siviglia possa in qualche modo riguardare il Milan è presto detto. A muovere le acque per rompere un giocattolo quasi perfetto, con l’evidente obiettivo di ricostruirlo altrove, sembrano essere i nuovi acquirenti cinesi del Milan che avrebbero individuato in Unai Emery il tecnico giusto per la ricostruzione e in Ramon Rodriguez Monchi, direttore sportivo del club andaluso, il perfetto uomo mercato in grado di consegnare al tecnico spagnolo la squadra giusta per ripartire.

Emery il tecnico giusto

Il sogno dei nuovi proprietari del Milan, sempre che Silvio Berlusconi decida alla fine di dire si alla proposta asiatica, sarebbe quindi quello di ricomporre all’ombra della Madonnina l’accoppiata straordinaria capace di fare del Siviglia un club vincente senza per questo stravolgere il bilancio. Le capacità di Unai Emery come allenatore sono ben note per aver affascinato il mondo intero con il gioco brillante e propositivo delle sue squadre. Quello che molti non sanno invece è quanto prezioso sia stato l’apporto di Monchi al tris di vittorie europee del Siviglia.

Mister plusvalenza

Mister plusvalenza, come meriterebbe di essere ribattezzato, è stato costretto anno dopo anno a rinnovare la squadra per esigenze economiche, ma non ha mai perso un colpo, riuscendo grazie ad eccezionali intuizioni a mettere a disposizione del tecnico Emery un team sempre competitivo. Nella sua lunga militanza in biancorosso (16 anni), è stato protagonista di mirabili operazioni di mercato che hanno portato nelle casse della società iberica quasi 300 milioni di euro di plusvalenze. Tanto per citarne qualcuno, Dani Alves (preso per 550 mila euro e rivenduto a 35,5), Reyes (cresciuto a Siviglia e rivenduto a 20 milioni), Sergio Ramos (anche lui un canterano e rivenduto a 27), Kondogbia (acquistato per 4 e rivenduto a 20), Rakitic (3,5 e 18) e per finire il rossonero Carlos Bacca (prelevato per 7 e ceduto al Milan a 30).

Dimissioni respinte

Basterebbe questo per elevarlo al rango di elemento imprescindibile nel nuovo scacchiere dirigenziale rossonero, forse ancor più del tecnico Emery. A conferma delle nostre ipotesi di mercato vale la pensa ricordare che il diesse Monchi ha di recente rassegnato le sue dimissioni, rispedite prontamente al mittente dal Siviglia con un comunicato ufficiale: «Dopo aver analizzato nelle ultime ore la richiesta di risolvere il contratto con il club presentata dal suo direttore sportivo, Monchi, è stato deciso di tenere fede all’adempimento del contratto firmato la scorsa estate e che vincola Monchi al club fino al 30 giugno 2020, per cui Monchi manterrà il suo attuale incarico». 

10 milioni di penali

Un passo necessario e quasi scontato che però non blocca definitivamente il dirigente spagnolo, in grado di liberarsi grazie ad una penale stimata attorno ai 5 milioni di euro. Più o meno quanto costerebbe quella per consentire anche a Emery - pure lui sotto contratto con il Siviglia - di rescindere il contratto con il club andaluso. Cifre importanti, ma non sufficiente a spaventare la nuova munifica proprietà cinese, fermamente decisa a riportare il Milan sul tetto del mondo.

E allora non resta altro che attendere il gran giorno della firma, quella che Silvio Berlusconi sarà costretto ad apporre sull’accordo di cessione per il 70% del pacchetto azionario dell’Ac Milan alla cordata asiatica. A quel punto saranno nuovamente autorizzati i sogni di gloria.