20 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Calcio - Serie A

Raiola, scacco al Milan

Il procuratore italo-olandese apre al ritorno di Ibrahimovic in rossonero, ma preoccupano le reazioni del procuratore italo-olandese al possibile addio di Galliani al Milan. E c’è già chi teme ritorsioni, sotto forma di addii forzati dal Milan, di tutti i calciatori della sua scuderia, Donnarumma e Bonaventura su tutti.

MILANO - Silenzio, parla Mino. D’accordo, è solo la parodia di una celebre pubblicità di qualche anno fa, ma rende perfettamente l’idea di quanto importanti possano essere le sue parole ogni qual volta decida di aprire bocca con i giornalisti. Parliamo naturalmente di Raiola, l’agente di calciatori più famoso del mondo. Sono ormai entrate nella storia le sue raffigurazioni pittoriche legate ai suoi celebri assistiti: si passa dal «Donnarumma vale 170 milioni, come un Modigliani» allo slogan ormai un po’ datato e - letto adesso - perfino un po’ ridicolo «Balotelli costa quanto la Gioconda».

Quanti uomini di Raiola al Milan
Paragoni artistici a parte, l’ex pizzaiolo italo-olandese sta assumendo un ruolo sempre più importante al Milan, tanto da essersi meritato nei mesi scorsi perfino l’appellativo - con un’accezione non particolarmente positiva - di terzo ad rossonero. Nella sua scuderia, oltre ai già citati Donnarumma e Balotelli, ci sono anche Abate, Bonaventura, Rodrigo Ely, praticamente mezza squadra. A cui tra qualche giorno potremmo forse aggiungere anche Tonny Viljhena, centrocampista ventunenne del Feyenoord in scadenza di contratto e già portato alla corte dell’amico Galliani.

Ibra potrebbe tornare al Milan
Non abbiamo ancora citato però il pezzo forte della collezione di Mino Raiola, ovvero Zlatan Ibrahimovic, oggetto del desiderio mai sopito dell’intero popolo milanista. Ebbene è di oggi la dichiarazione shock del procuratore dello svedese che ha fatto drizzare le antenne a tutti i supporter del diavolo: «Ibrahimovic potrebbe tornare in Italia, al Milan».
Parole, rilasciate al periodico GQ, che hanno avuto un effetto balsamico sui cuori infranti dei tifosi rossoneri. 

Ibra, addio doloroso nel 2012
Con Raiola bisogna andare con i piedi di piombo. È ben nota la storia di ripicche e dispetti trasversali datata estate 2012, quando Ibrahimovic era ancora un giocatore del Milan e superMino era al lavoro con Galliani per portare a Milanello un giovanottone francese di belle speranze che si stava liberando a parametro 0 dal Manchester United, Paul Pogba. Purtroppo però Silvio Berlusconi - anzi la sua ingombrante famiglia - aveva programmi diversi. Così Ibra, insieme a Thiago Silva, venne ceduto al Psg scatenando la rabbia furiosa dello svedese; e la conseguente vendetta di Raiola fu devastante: Pobga impacchettato e consegnato a Vinovo e basi create per il quinquennale trionfo bianconero. 

Attenti a Mino
Ora, indipendentemente da quelle che saranno le scelte future di Ibrahimovic, preoccupano i repentini sbalzi di umore del suo procuratore, soprattutto in ottica passaggio di proprietà del Milan da Berlusconi ai cinesi. In discussione è soprattutto il futuro di Galliani e il suo ruolo a rischio nella nuova società. Sappiamo quanto Raiola sia ormai legatissimo all’ad rossonero e c’è già qualcuno pronto a scommettere che se l’attuale responsabile della parte sportiva milanista non dovesse venire confermato al suo posto, la micidiale macchina da guerra italo-olandese sarebbe pronta a portar via da Milanello tutti i suoi pezzi pregiati, in special modo Donnarumma e Bonaventura.
Probabilmente è presto per fasciarsi la testa, ma sarebbe il caso che al Milan si facesse molta attenzione agli equilibri del rapporto con Mino Raiola, per non doversi pentire ancora una volta - come già successo con Pogba - di averlo fatto arrabbiare.