29 settembre 2020
Aggiornato 22:30
Il dettaglio tecnico

Ducati, per la gara c'è un asso nella manica

L'arma in più che potrebbe consentire alle Rosse di rimontare dalla seconda fila in griglia di partenza è la loro irraggiungibile velocità di punta. Che rischia di rivelarsi preziosissima nei sorpassi sul lungo rettilineo di Losail

DOHA – C’è Maverick «Top Gun» Viñales, certo. E l’ispirazione per quel nome fu davvero felice, azzeccata. Ma qui a Doha forse sarà ancora più importante la «top speed», la velocità massima. Ducati, infatti, ne ha talmente tanta in più da considerarla come un’arma importante da giocare in gara. Nel warm-up Iannone ha infatti toccato i 351,2 km/h, con una media di 349,3. Questo nonostante le quattro «ali» studiate appositamente per tenere la moto a terra in accelerazione. Dietro di lui, come se non bastasse, altre quattro Ducati una in fila all'altra: quelle di Dovizioso, Hernandez, Laverty e Barbera, segno che il motore italiano è potente e parco nei consumi.

Un vantaggio nei sorpassi
Al quinto posto, staccato di una decina di chilometri orari, Valentino Rossi con la sua Yamaha: 341,8. «Speravo che quest'anno che la Ducati ha a disposizione gli stessi nostri litri di benzina ci saremmo avvicinati a loro in velocità – ha ammesso il Dottore nei giorni scorsi – Invece...». Dieci chilometri o più di differenza (Marquez e Lorenzo sono sui 337 e mezzo) su questo tracciato significano la possibilità di superare sul lungo dritto dove c’è anche l’arrivo. Se la potenza Ducati sarà sufficiente perché ciò accada prima della linea del traguardo, lo si vedrà soltanto in gara. Questa superiorità velocistica, però, l'abbiamo già vista lo scorso anno e in quel caso mise spesso in difficoltà Andrea Dovizioso alla prima staccata. Accadrà anche in questa edizione del GP? Vedremo. Di certo il tempo sul giro in sé non è frutto soltanto della velocità pura, altrimenti Marquez, Viñales e Lorenzo non sarebbero davanti nel warm up. Ma la gara, col contatto diretto, è un’altra cosa…