21 maggio 2019
Aggiornato 06:30

Milan, tra Di Francesco e Donadoni la spunta Brocchi

Da Arcore a via Aldo Rossi sono iniziate le consultazioni per la scelta del nuovo allenatore del Milan. I primi nomi sulla lista di Berlusconi e Galliani sono quelli di Di Francesco e Donadoni, ma sembra che il presidente non abbia ancora messo da parte l’idea di affidare a Brocchi l’operazione-rilancio.

MILANO - Che ormai tra Villa San Martino ad Arcore e via Aldo Rossi, sede dell’Ac Milan siano iniziati i lavori di ammodernamento della panchina rossonera per la prossima stagione è ormai risaputo. Malgrado le smentite di circostanza, Sinisa Mihajlovic non sarà confermato alla guida del Milan e al momento impazza il toto-allenatore.

Testa a testa
Fino dall’inizio si è delineato un interessante testa a testa tra Alessio Di Francesco e Roberto Donadoni, tra l’altro gli unici due ad aver sconfitto i rossoneri nel 2016. Il gioco del Sassuolo, ultima squadra a giustiziare del Milan nel match di domenica scorsa, è sempre piaciuto sia ai piani alti di via Aldo Rossi che al presidente Berlusconi. La sua visita nello spogliatoio neroverde, anziché in quello milanista, dopo la vittoria di Mihajlovic Boys all’andata, aveva lasciato l’amaro in bocca al tecnico serbo, ma nello stesso tempo aveva resa esplicita la fascinazione subita dal presidente rossonero per Eusebio Di Francesco.

Donadoni c’è sempre
Anche Roberto Donadoni è rientrato prepotentemente nel mirino del Milan. La sua meravigliosa avventura al Bologna, tirato letteralmente fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione e portato, non solo in salvo, ma ad un passo dall’Europa, ha rilanciato le quotazioni dell’ex fuoriclasse rossonero. Tanto che molti fans del diavolo, nei vari dibattiti sui social network, continuano ancor oggi a domandarsi perché Donadoni non sia stato preso in considerazione dalla dirigenza del Milan.
La spiegazione è semplice: Donadoni - da allenatore - non ha mai affascinato Silvio Berlusconi, giudicato inadeguato a ricoprire un ruolo nel quale carisma e autorevolezza sono qualità indispensabili.

Rispunta fuori Brocchi
Ed ecco allora venir fuori l’ultima indiscrezione di giornata: secondo quanto filtra da Arcore, il numero uno rossonero non avrebbe ancora abbandonato la suggestione Brocchi e quindi la promozione del tecnico della Primavera alla guida della prima squadra. Già la scorsa stagione si era parlato a più riprese di un’opzione del genere, poi fortunatamente scartata dopo le funeste esperienze con gli «allenatori fatti in casa» Seedorf e Pippo Inzaghi.
L’ex centrocampista di Milan e Lazio vanta un feeling speciale con il presidente Berlusconi, sedotto dal gioco sempre molto offensivo delle squadre di Brocchi. È per questo che il re di Arcore avrebbe di nuovo ricominciato a pensare a lui per dare vita all’ennesima rifondazione rossonera. 

Il vizietto di Silvio
È cosa nota che, dopo aver creato dal nulla due tecnici stellari quali Arrigo Sacchi e Fabio Capello, al presidente Berlusconi sia rimasta la fissa di voler replicare e, dopo aver fallito con Seedorf e Inzaghi, pare proprio che adesso voglia riprovarci con Brocchi.
Quello che purtroppo continua a sfuggire all’ex premier è che 25-30 anni fa, a difendere, proteggere, custodire gli allenatori del Milan, c’era una società forte, dalle spalle larghe e dai principi ancor più solidi. Esattamente il contrario rispetto all’attuale realtà dell’Ac Milan.