21 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Cavallino fragile

Mercedes vola, Ferrari resta a terra

Mentre la freccia d'argento comincia a scoprire le carte, con il miglior tempo all'esordio della seconda e ultima tornata di test pre-campionato a Barcellona, la Rossa incontra un altro problema di affidabilità

BARCELLONA – Chi si illudeva che la Mercedes fosse sì imbattibile sul fronte dell'affidabilità, ma che non andasse poi così forte, è stato costretto a ricredersi. Fin dal primo giorno della seconda e ultima tornata di test pre-campionato della Formula 1 a Barcellona. I campioni del mondo in carica, infatti, hanno lanciato il loro avvertimento a tutti i rivali, Ferrari in testa. E lo hanno fatto a modo loro, con il miglior tempo staccato da Nico Rosberg in mattinata (utilizzando le gomme morbide) in 1:23.022. Senza peraltro mettere fine alla loro cavalcata trionfale: anche oggi, infatti, come già la settimana scorsa, Rosberg e il suo compagno di squadra Lewis Hamilton hanno messo insieme in totale 172 giri, sempre senza incontrare il benché minimo problema tecnico. Impressionanti.

La Rossa si rompe ancora
Lo stesso, purtroppo, non si può dire della Ferrari. Non solo, infatti, la Rossa con Kimi Raikkonen oggi è stata lontano dalle prime posizioni: solo quarta, a un secondo e otto decimi dalla vetta, alle spalle della Williams di Valtteri Bottas (che nonostante le gomme ultrasoft è rimasta a due decimi dalla Mercedes) e della McLaren di Fernando Alonso, ma comunque davanti alla seconda freccia d'argento di Hamilton, sesto. Il dato più preoccupante, infatti, è il problema al cambio che ha costretto i meccanici a fermare la SF16-H ai box per parecchie ore durante la sessione pomeridiana, non riuscendo a far percorrere al pilota finlandese più di 72 giri in tutto. Per il Cavallino rampante si tratta già del terzo problema tecnico in soli cinque giorni di vita della nuova monoposto, dopo quelli al pescaggio del carburante e ai radiatori della settimana scorsa.

Kimi getta acqua sul fuoco
Raikkonen, glaciale come sempre, non vuole però fare allarmismi: «Ovviamente, le cose potrebbero andare un po' meglio a questo punto – ammette – Ma siamo solo nei test, dove l'obiettivo è proprio quello di provare. Se qualcosa si rompe o abbiamo un guasto, abbiamo ancora tempo di ripararlo. Ogni anno è la stessa storia, almeno per quanto mi ricordi dal passato: si spinge, si spinge, si spinge e alla fine, quando si incontra un problema, si capisce come risolverlo. Perciò in effeti non sono preoccupato». La versione ufficiale, insomma, resta sempre la stessa: è ancora troppo presto per capire i valori in campo. «Nessuno lo sa. Non c'è motivo di tirare a indovinare cosa accadrà: lo sapremo a breve. La macchina mi sembra buona, ma parlando solo di tempi sul giro, non abbiamo idea di cosa stiano facendo gli altri. Sappiamo cosa stiamo facendo noi e siamo abbastanza contenti di come stia girando la macchina. Penso che saremo più o meno nella posizione che vogliamo, ma vedremo».