5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Scandalo FIFA

Platini non si presenta davanti ai giudici

L'ex Presidente dell'UEFA ha parlato attraverso i suoi avvocati rendendo noto di non essersi presentato perché si sentiva giù giudicato dalle dichiarazioni del portavoce della camera Andreas Bantel. Blatter: «Non sono il diavolo, sto subendo l'inquisizione».

GINEVRA - Michel Platini non è presente davanti al comitato etico della Fifa che oggi doveva ascoltarlo in relazione al pagamento di due milioni di franchi svizzeri da parte della Fifa per delle consulenze avvenute fino al 2002 ma pagate solo nel 2011 e senza contratto scritto. Lunedì la camera arbitrale dovrà rendere noto se Platini potrà o meno prender parte alle elezioni per la presidenza Fifa in programma il 26 febbraio. Platini ha parlato attraverso i suoi avvocati rendendo noto di non essersi presentato perché si sentiva giù giudicato dalle dichiarazioni del portavoce della camera Andreas Bantel che sabato scorso aveva detto: «Michel Platini sarà sicuramente sospeso per vari anni». Ieri il Comitato aveva ascoltato Blatter.

Blatter: Non sono il diavolo, sto subendo l'inquisizione
«Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non può esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo». Così Sepp Blatter in una intervista uscita oggi sulla Gazzetta dello sport del presidente della Fifa sospeso per 90 giorni dal Comitato etico con l'accusa di corruzione. «Squalificati a vita. Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo ucciso qualcuno - continua il dirigente svizzero - Sono scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi». Blatter si difende: «Vi assicuro che i 2 milioni di franchi a Platini sono legittimi. E che sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione». Non si sente tradito: «Molti presidenti federali sono ancora con me: europei, africani, sudamericani, caraibici, anche se sono stato condannato in anticipo».

Respinge l'idea di cambiare le sedi dei mondiali
«Sono state scelte e riconfermate. L'America si interessa poco del Qatar e accusa la giustizia svizzera di non interessarsi del tema. Non è la polizia mondiale, anche se pensa di esserlo. E gli Usa non hanno forse una base militare in Qatar». Ripercorre il contestatissimo pagamento di 2 milioni a Platini: «A fine '98 Michel mi ha detto: 'Vorrei lavorare con te'. E io: 'Benvenuto'. Lui ha aggiunto: 'Guarda che sono un po' caro, un milione all'anno'. Gli ho detto: 'Vediamo cosa posso fare'. Un validissimo contratto orale. Non c'era il progetto Goal per aiutare i paesi più poveri, non c'era il calendario internazionale, lui ha lavorato bene. Poi a sorpresa è stato eletto alla Fifa e all'Uefa, a sorpresa perché l'Europa non l'amava: era l'unico con me. E io non mi sono più occupato del pagamento, per una cosa o per l'altra, ma ho dato l'ordine di pagare. La richiesta è passata per la commissione finanze e il Congresso».

Platini avrebbe dovuto essere il mio successore naturale
Il tutto per eliminarlo: «C'è un virus anti-Blatter da debellare. Comincia nell'Uefa e si estende agli inglesi. Il premier britannico era andato all'Ue per dire che non potevo essere presidente Fifa. Una speculazione politica. Platini avrebbe dovuto essere il mio successore naturale, ma non è andata così. Anche lui è stato attaccato dallo stesso virus». Platini «è un uomo onesto. Un po' primadonna. Ma non tutta l'Europa oggi lo appoggia, tanti sono con me e contro di lui. Lo spagnolo Villar mi è stato vicino».

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