26 maggio 2020
Aggiornato 15:00
Scandalo FIFA, il verdetto

Blatter e Platini squalificati per 8 anni

Il giudice della commissione etica: «Abuso di potere e conflitto di interesse». I due devono lasciare ogni incarico nel calcio. Si appelleranno al Tas. Abete: «Aspettiamo il verdetto del Tas». Johansson: «Avevo ragione, certe verità sono venute fuori»

GINEVRA - Otto anni di squalifica per Blatter e Platini. E' questa la sentenza del Comitato etico della Fifa per i due dirigenti calcistici che, come prima conseguenza, interrompe i sogni di Michel Platini di concorrere per la presidenza della Fifa. Non sono state giudicate convincenti le argomentazione della difesa dei due, ormai ex, presidenti di Fifa e Uefa. Il pagamento di due milioni di franchi svizzeri da parte di Blatter a Platini per lavori effettuati tra il 1998 ed il 2002 ma corrisposti solo nel 2011 e senza alcun contratto scritto, sono stati giudicati dalla Commissione etica la prova della corruzione per acquistare voti per l'elezione di Blatter alla vigilia delle presidenziali del 2011.

Blatter e Platini si appelleranno al Tas
Blatter e Platini annunciano ricorsi in tutte le sedi. Il dirigente svizzero si difende: «Mi sento come un pungiball ma andrò avanti. La Commissione etica non ha ritenuto valido un gentlement agreement che in Svizzera è previsto». Platini aggiunge: «Una decisione che non mi sorprende la procedura adottata nei miei confronti dalla Commissione Etica della Fifa è una messinscena allestita per infangarmi con accuse che conosco bene e che oggi smentisco nella loro legittimità e credibilità. Sono convinto che la mia sorte fosse stata già decisa prima dell'udienza del 18 dicembre e che questo verdetto non sia altro che una 'copertura' patetica della volontà di eliminarmi dal mondo del calcio».

La battaglia proseguirà nei tribunali
L'Uefa ha già annunciato di voler appoggiare il proprio presidente per un giusto processo. Sullo sfondo le elezioni della presidenza Fifa in programma il 26 febbraio. Cinque i candidati alla presidenza. Si tratta del principe Ali' Bin al Hussein di Giordania, dell'ex vicesegretario generale della Fifa Jerome Champagne, del segretario generale Gianni Infantino dello lo sceicco del Bahrain e numero uno della Confederazione asiatica Salman bin Ebrahim Al Khalifa. Infine dell'attivista anti-apartheid (fu compagno di carcere di Mandela a Robben Island) e oggi politico e uomo d'affari sudafricano Tokyo Sexwale.

Abete: Aspettiamo il verdetto del Tas
«Bisogna rispettare la presunzione d'innocenza fino alla sentenza definitiva. Resta però la ferita profonda e rimane un senso di grande amarezza». E' la profonda delusione del vicepresidente Uefa, già presidente della Figc, Giancarlo Abete per la squalifica di 8 anni a Michel Platini da parte del comitato etico della Fifa, espressa ai microfoni de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento. «E' una pagina triste al di là di quello che sarà il risultato finale. Siamo al primo grado e ce ne saranno altri due dopo che si sarà pronunciato il Tas». Abete afferma anche che da parte della Fifa c'è stata «assenza di qualunque certezza sul versante delle tempistiche e delle procedure».

 

Johansson: Avevo ragione, certe verità sono venute fuori
«A posteriori posso dire che avevo ragione e che ci avevo visto giusto. Non mi sono battuto invano, non ho denunciato per nulla alcune situazioni, alla fine certe verità sono venuti fuori, ma detto ciò non provo alcuna soddisfazione per le decisioni prese oggi». Si è espresso così Lennart Johansson, l'ex presidente dell'Uefa, al quotidiano svedese «Expressen», in merito alla squalifica di otto anni inflitta a Blatter e Platini. «Credo che la sanzione sia sufficiente, anche perché vorrà dire che con 8 anni di squalifica non torneranno queste persone» ha rincarato la dose Johansson. Lo svedese nel 1998 è stato battuto da Joseph Blatter nella corsa per la presidenza della Fifa e nel 2007 ha perso le elezioni della Uefa, cedendo il suo posto a Michel Platini.

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