13 novembre 2019
Aggiornato 21:00

Allarme Milan: Mihajlovic perde i pezzi

Il club di via Aldo Rossi ufficializza l’intervento chirurgico per Mario Balotelli, estremo tentativo per risolvere l’ormai annoso problema di pubaglia. Andrea Bertolacci, ancora alle prese con un problema muscolare, non sarà recuperato per la Juve, mentre ieri si è infortunato anche Nigel De Jong.

MILANO - Alla vigilia del big match contro la Juve, il resoconto dell’infermeria rossonera, scandito dai comunicati del solerte ufficio stampa dell’Ac Milan, è un bollettino di guerra. In mattinata è arrivata la nota ufficiale del club, ormai attesa e ampiamente annunciata, su Mario Balotelli: «AC Milan co­mu­ni­ca che do­ma­ni (oggi, ndr ) in Ger­ma­nia, a Mo­na­co di Ba­vie­ra, Mario Ba­lo­tel­li si sot­to­porrà a in­ter­ven­to chi­rur­gi­co per ri­sol­ve­re il pro­ble­ma di pu­bal­gia, che non ha trat­to gio­va­men­to dal pre­ce­den­te trat­ta­men­to di te­ra­pia con­ser­va­ti­va. L’ope­ra­zio­ne verrà ese­gui­ta dalla pro­fes­so­res­sa Ul­ri­ke Mu­scha­weck». 

Balotelli: «Tornerò prima del previsto»
Il mese e mezzo di terapia conservativa (ricordiamo che l’ultima volta che Balotelli è sceso in campo risale al 27 settembre in occasione di Genoa-Milan), scelto dallo staff medico rossonero per curare l’attaccante di proprietà del Liverpool, non ha dato esiti confortanti, ragion per cui, dopo un ulteriore consulto a Copenaghen con il professor Per Holmich, si è deciso di intervenire chirurgicamente per tentare di risolvere definitivamente il problema. A questo punto per Mario Balotelli il nefasto 2015 può considerarsi concluso in anticipo ed è tutto da capire quando potremo rivedere Supermario in campo. Le previsioni più ottimistiche parlano di sei settimane, ma non è esclusa - purtroppo - l’ipotesi più inquietante di tre mesi di stop, malgrado l’entusiasmo contagioso del numero 45 rossonero che proprio ieri, sulla sua pagina In­sta­gram ha postato: «Tor­nerò nel mio sta­dio (e non solo) a gio­ca­re prima di quan­to voi pen­sia­te!».

Tegola De Jong
È l'augurio che si fa per primo Sinisa Mihajlovic alle prese con un'altra serie di problemi e problemini di ordine sparso. Dato a questo punto per certo il mancato recupero di Andrea Bertolacci, non ancora guarito dalla lesione muscolare subita a Roma contro la Lazio e per questo tenuto precauzionalmente a riposo, ieri a Milanello si è registrata un’altra grave defezione. Per la serie «piove sul bagnato», come se non fossero già abbastanza i problemi del tecnico serbo nella zona centrale del campo, è arrivato anche lo stop inatteso di Nigel De Jong, annunciato anch’esso da un comunicato ufficiale del club: «Nell’al­le­na­men­to di lunedì Nigel De Jong ha ri­por­ta­to una le­sio­ne del fles­so­re della co­scia si­ni­stra. Il cal­cia­to­re verrà ri­va­lu­ta­to nei primi gior­ni della pros­si­ma set­ti­ma­na». 

De Jong, addio a gennaio
Per il centrale olandese, protagonista in negativo di una stagione tutt’altro che esaltante (il vicecapitano rossonero non gioca una partita da titolare dall’ormai famigerato 27 settembre, giorno di Genoa-Milan) e per questo al centro di sempre più frequenti voci di mercato, si parla di almeno un paio di settimane di stop.
È ormai accertato che De Jong sia ben poco soddisfatto di questo suo nuovo ruolo di panchinaro fisso, «conquistato» da qualche settimana a questa parte, ma a complicare i piani di trasferimento abbozzati sia dal calciatore che dalla dirigenza rossonera c’è un mega contratto triennale da 3 milioni di euro netti l’anno che il lungimirante Adriano Galliani si è affrettato a far firmare al ruvido centrocampista la scorsa estate.
Ma qui inizieremmo a discutere - e non è il momento di farlo - di un altro annoso problema in casa Milan, quella della totale insipienza della dirigenza rossonera nella gestione di alcune operazioni di mercato. 

Difesa al completo
La stretta attualità impone di parlare di Juventus-Milan, delicatissimo match al quale Mihajlovic si avvicina con una serie di ulteriori interrogativi, non ultimo quello legato alle condizioni in cui arriveranno i reduci dalle trasvolate oceaniche con le rispettive nazionali, Bacca, Zapata e Honda. La nota positiva per l’allenatore serbo è il recupero di diversi pezzi in difesa, il terzino Abate in primis, ma soprattutto i due centrali Mexes e Alex che si contenderanno una maglia da titolare accanto ad Alessio Romagnoli. Potrebbe essere già una solida base su cui costruire una squadra dignitosa per tentare il colpaccio allo Juventus Stadium.