17 giugno 2019
Aggiornato 08:30

Milan, lo strano destino del giovane Romagnoli

Arrivato al Milan con la zavorra sulle spalle dei 25 milioni spesi per acquistarlo dalla Roma, il giovane centrale rossonero è sempre più in difficoltà per colpa dei suoi compagni di reparto. Da Zapata ad Alex, passando per Rodrigo Ely, tutti si sono rivelati inadeguati. Galliani proverà a prendere un nuovo difensore per gennaio: il sogno è Rugani della Juve.

MILANO - Meno male che Alessio Romagnoli da Anzio, giovanissimo centrale difensivo del Milan, sembra avere una solidità di carattere invidiabile. Il campioncino rossonero, da tutti gli osservatori gratificato dalle stimmate del campione, malgrado i 20 anni appena compiuti (è un classe ’95) e nonostante l’aria malsana che si respira a Milanello, continua a dimostrare calma e sangue freddo.
La baracca costruita attorno a lui da Adriano Galliani pare costruita su fondamenta di burro e i risultati si vedono. Dopo otto giornate di campionato, la porta del Milan non è mai rimasta inviolata. Che poi le colpe di un tale disastro siano attribuibili all’ex sampdoriano è tutto da dimostrare.

Romagnoli, unico erede di Baresi e co.
La sensazione sempre più palpabile, infatti, è che il talento dell’Under 21, indubitabilmente prossima colonna portante della Nazionale maggiore, si stia caricando sulle spalle tutto il peso di un reparto di centrali alquanto scombiccherato, composto da vecchie glorie (Alex e Mexes), farfalloni di caratura mondiale (Zapata), giovanotti imberbi (Rodrigo Ely) e naturalmente lui, unico vero depositario nella difesa del Milan delle qualità necessarie per poter reggere minimamente il confronto con le leggende recenti della storia rossonera: Baresi, Maldini, Costacurta, Filippo Galli, Nesta, Thiago Silva etc. etc.

La pochezza degli altri difensori rossoneri
Abbandonato però a sé stesso, anzi, chiamato spesso e volentieri a soccorrere i compagni di reparto persi nei meandri delle loro incapacità, Alessio Romagnoli rischia di affogare domenica dopo domenica nell’oceano di insicurezza della difesa milanista. Basti ricordare a tal proposito, le imprese compiute da Rodrigo Ely a Firenze, da Zapata e Alex a Udine, dallo stesso Zapata a Genova contro il Genoa, solo per citarne qualcuna. Nefandezze funeste che hanno avuto come risultato quello di compromettere l’inizio di stagione del Milan e soprattutto macchiare la fedina penale - calcistica naturalmente - di Alessio Romagnoli, costretto ad esempio ad un cartellino rosso immeritato a Marassi per tentare di porre rimedio alla sciocchezza ineluttabile del compagno di reparto colombiano.

Dov’era Alex?
Ciò che sorprende, analizzando i resoconti del lunedì, è che molti esperti, osservatori, addetti ai lavori, tendano a non tenere nella giusta considerazione certi meccanismi che puntualmente si ripetono nella retroguardia rossonera, con la naturale conseguenza di coinvolgere il malcapitato Romagnoli nello sprofondo tecnico-tattico dei suoi compagni di reparto.
Prendete ad esempio il gol subito dal Milan a Torino. Le cronache del giorno dopo raccontano di un Romagnoli insicuro e soprattutto incapace di fronteggiare Baselli a tu per tu con Diego Lopez, caricando sulla sua pagella la sanguinosa leggerezza. Nessuno però che si sia sognato di analizzare con cura lo sviluppo dell’azione che ha dato vita al pareggio del Toro: desaparecido Alex, in giro per il prato verde dell’Olimpico a cercare quadrifogli, il giovanissimo centrale rossonero è stato costretto ad un primo tentativo di contrasto su Belotti, autore dell’assist decisivo, e poi ancora una disperata chiusura sul centrocampista granata lanciato verso la porta milanista. Tutto da solo. Mentre intanto un altro compagno di reparto, il prode Antonelli, si addormentava, dimenticando colpevolmente la tattica del fuorigioco e lasciando in gioco gli attaccanti granata, liberi di fare il bello e il cattivo tempo.

Il sogno per gennaio è Rugani
Ecco il punto chiave, senza un partner affidabile accanto, il rischio è di disperdere il patrimonio di talento ineguagliabile di Romagnoli. Ragion per cui la speranza di tutto il popolo rossonero è che Galliani voglia appuntarsi sull’agenda la prossima «mission» per il mercato di gennaio: portare a Milanello un difensore all’altezza delle aspettative. Il sogno sarebbe Daniele Rugani, altro giovanissimo talento azzurro (classe ’94), partner del difensore milanista già nell’Under 21 e relegato ad una misteriosa panchina perenne da Allegri alla Juventus. L’alternativa potrebbe essere un centrale di esperienza alla Garay o alla Godin per intenderci. L’importante che arrivi, ne va della crescita del baby Romagnoli.

Salvate il soldato Alessio.