28 giugno 2022
Aggiornato 23:00
Calcio - Serie A

Milan, è arrivato il momento di cambiare

Dopo un inizio di campionato balbettante, il tecnico Mihajlovic sembra intenzionato ad approfittare della sosta per le Nazionali per lavorare ad un cambio di modulo. Dal 4-3-1-2 si potrebbe passare ad un più rassicurante 4-4-2, ma anche per questo sistema di gioco mancano gli interpreti adatti.

MILANO - «Se ho mai dettato una formazione? No, mai, però spesso l’ho suggerita ai miei allenatori con cui discuto spesso. Parliamo della formazione e di ciascun calciatore prima di ogni partita. A volte non sono d’accordo con l’allenatore, ma in questi casi vince sempre lui. Così non ho mai abusato della mia posizione di proprietario e presidente del club. Non ho mai tentato di essere superiore al coach. Dopo tutto, è lui il responsabile dei risultati della squadra».
Il seguente trattato di correttezza e discrezione sportiva è firmato da Silvio Berlusconi, il sapiente uomo di calcio a cui si deve la geniale imposizione - pardon suggerimento - di  puntare ad inizio stagione su un modulo a tutto trequartista, l’ormai celeberrimo 4-3-1-2, per il nuovo Milan di Sinisa Miahjlovic.

Tanti attaccanti, nessuna mezzapunta
Peccato che a nessuno sia venuto in mente di controllare se la squadra rossonera disponesse di un calciatore con determinate caratteristiche, oppure se fosse necessario acquistarlo nella recente campagna acquisti.
Il risultato è che il tecnico serbo ha accolto di buon grado l’imposizione - pardon suggerimento - del capo supremo; Galliani si è dato da fare sul mercato comprando una sfilza di attaccanti come se il nuovo modulo del Milan dovesse essere l’originale e innovativo 1-1-9, salvo poi accontentarsi di un centrocampista di corsa e sostanza, Juraj Kucka, perché quello era l’unico giocatore in esubero che l’amico Preziosi era disposto a cedere; e ora il Milan è undicesimo in classifica, con 9 punti frutto di tre vittorie (risicate) e 4 sconfitte (dolorose), e una raffica di problemi di carattere tecnico, tattico e psicologico che nemmeno Mago Zurlì sarebbe capace di risolvere.

Provati tutti nel ruolo di trequartista
C’è da dire che mister Sinisa almeno ci sta provando a dare un senso a questa squadra scombiccherata e dopo aver mischiato le carte nelle prime sette giornate di campionato e aver provato una dozzina di calciatori nel ruolo di trequartista, disinteressandosi pericolosamente di una delle fondamentali leggi della matematica - cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia -, forse adesso siamo arrivati alla svolta epocale della stagione: l’abbandono del modulo tanto caro al presidente Berlusconi, inadatto però ad una squadra senza una mezzapunta.
Approfittando della sosta per le nazionali, l’allenatore serbo è al lavoro per provare un più salutare e meno impegnativo 4-4-2 che di fatto rischia di spegnere tutti gli entusiasmi del presidente onorario rossonero, ma che contemporaneamente potrebbe garantire al Milan un equilibrio finora solo sognato.

De Jong-Montolivo, coppia ideale per il centrocampo
La decisione avrebbe indubbiamente i suoi aspetti positivi: innanzitutto il recupero dalla naftalina del vecchio De Jong, al quale il lungimirante Galliani ha riconosciuto ad inizio stagione un rinnovo triennale a cifre da superstar (3 milioni di euro netti l’anno) non da energumeno del pallone qual è. Quindi diventa indispensabile farlo giocare per ammortizzare i 18 milioni che il 31enne olandese costerà al Milan.
Accanto a lui si muoverebbe capitan Montolivo che, alleggerito da compiti di copertura, potrebbe finalmente dedicarsi solo ed esclusivamente a far girare velocemente la palla ed impostare il gioco rossonero.

Mancano esterni di ruolo per il 4-4-2
E qui finiamo con le note positive, per scivolare drammaticamente alle controindicazioni. Perché se è vero che al Milan manca un trequartista di ruolo per attuare un decente 4-3-1-2, è altrettanto vero che non esistono esterni adatti per il 4-4-2, giocatori in grado di garantire rapidità, efficacia, copertura e creatività, tutte quelle qualità che ormai al Milan sembrano ormai dimenticate. A sinistra potrebbe giostrare Bonaventura, costringendo l’ex atalantino all’ennesimo cambio di ruolo, ma a destra? Keisuke Honda,  Alessio Cerci o lo stesso Kucka sarebbero degli adattati, così come eventualmente Abate, spostato in avanti lasciando il ruolo di terzino a De Sciglio o Calabria.
Insomma, la soluzione del problema sembra ancora più complicata del problema stesso. Ma al Milan si sa, altrimenti non si divertono.