15 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Calcio - Serie A

Milan, le pessime scelte dello psicologo Mihajlovic

La rivolta dei tifosi contro il tecnico serbo è sempre più massiccia. Tante le accuse mosse nei confronti del nuovo allenatore rossonero, colpevole di non essere riuscito ancora a dare un gioco alla squadra ma soprattutto di aver fallito clamorosamente alla voce «rapporti con la squadra». E ormai sono in tanti a chiedere le dimissioni.

MILANO - «Nel mio vocabolario la parola «dimissioni» non esiste. Non lo farò mai, ho la mia dignità e il mio orgoglio». E anche lo stipendio da incassare -  aggiungiamo noi - oltre 4 milioni di euro netti più bonus da riscuotere in due anni.
Facili battute a parte, Sinisa Mihajlovic non è sembrato per nulla turbato dall’uragano abbattutosi sul Milan e di conseguenza su di lui a seguito della sconveniente battuta d’arresto incassata a San Siro contro il Napoli. Lui, il sergente di ferro, è pronto ad andare avanti per la sua strada, incurante delle macerie che si sta lasciando dietro.

Spalletti e Donadoni possibili alternative
Questa mattina hanno iniziato a circolare perfino i nomi dei possibili successori del serbo, Luciano Spalletti in primis, ma anche Roberto Donadoni, vecchio cuore rossonero mai troppo rimpianto dalle parti di Milanello. I tifosi del Milan farebbero festa, specie la frangia degli intransigenti che non ha mai perdonato a Mihajlovic i suoi trascorsi all’Inter.  E c’è perfino chi tra i fans del diavolo ha il coraggio di rimpiangere Pippo Inzaghi, l’uomo che ha guidato dalla panchina il peggior Milan degli ultimi 30 anni.

Quanti errori mister Mihajlovic
Ma cos’è che ha sbagliato Sinisa Mihajlovic, tanto da meritare la gogna dopo appena 7 partite di campionato? Per semplificare sarebbe il caso di dire tutto. Entrando un po’ più nel dettaglio dovremmo invece sottolineare l’approccio discutibile a questa nuova delicatissima esperienza alla guida di un club prestigioso ma difficile come il Milan, la censurabile gestione del gruppo, le pericolose dichiarazioni alla stampa al termine delle partite, le sconcertanti scelte tecnico-tattiche, le continue contraddizioni messe in mostra dal suo Milan, la confusione che regna sovrana a Milanello e potremmo andare ancora avanti a lungo.

Tutte le colpe scaricate sulla squadra
Ma c’è una cosa che indubbiamente sta segnando più delle altre il percorso di Mihajlovic alla guida del Milan, la sbalorditiva capacità di scaricare tutte le responsabilità sul gruppo, anziché sulle sue spalle, come invece dovrebbe provare a fare un allenatore degno di questo nome. È dall’inizio della sua avventura al Milan che il sergente di ferro Sinisa continua ad affibbiare ai suoi calciatori le colpe di un inizio stagione alquanto deludente. Prima la sconfitta imprevista di Firenze, poi la vittoria sofferta e immeritata contro l’Empoli, quindi perfino l’amichevole contro il Mantova, tutte occasioni buone per dire al mondo: «Non è questo il modo di giocare, sono totalmente insoddisfatto del rendimento dei miei ragazzi, così non si va da nessuna parte».

Mihajlovic: «Errori individuali non di squadra»
Ottima intuizione per lo psicologo Mihajlovic. La maniera migliore per mortificare, spaventare, terrorizzare addirittura un gruppo reduce da un triennio di delusioni e umiliazioni. Oggi i calciatori del Milan entrano in campo con il timore di sbagliare, non tanto per le critiche in sè, ma per le reprimenda ciniche e spietate che il tecnico serbo riserva loro al termine delle partite. E le parole dell’allenatore rossonero nel post partita contro il Napoli sono paradigmatiche di questa intollerabile situazione: «La sconfitta è arrivata grazie ai tanti errori individuali. Non sbagliamo di squadra, sbagliano i singoli».
Della serie, la colpa non è mia, sono i giocatori ad essere scarsi. 

Milan-Sinisa, rapporto già in bilico
Lungi dal voler giustificare chi questa squadra l’ha costruita spendendo una fortuna e lasciando aperte ancora troppe falle, il povero condor ormai spiumato che risponde al nome di Adriano Galliani, la rosa del Milan è stata messa in piedi con il totale appoggio del tecnico al quale è stato messo a disposizione perfino il giocattolo Romagnoli, costato lo sproposito di 25 milioni di euro.
E comunque stiamo sempre parlando di un club ricco di buoni calciatori se è vero che dopo la sconfitta di ieri sera con il Napoli, ben 10 rossoneri hanno risposto alle convocazioni dei Ct della varie Nazionali: De Sciglio, Bertolacci, Montolivo, Romagnoli, Calabria, Jose Mauri, Honda, Kucka, Bacca e Zapata.
Evidentemente per mister Mihajlovic tutto ciò non basta. Esattamente come ai tifosi del Milan non può bastare la miseria di 9 punti raggranellati dopo 7 giornate di campionato, con la Fiorentina in vetta alla classifica a 18 punti. Chissà che non sia davvero il caso di porre fine a questo rapporto sbagliato fin dall’inizio.