23 luglio 2024
Aggiornato 04:30
Trattativa continua

Nemmeno Renzi riesce a salvare il GP di Monza

La visita del presidente del Consiglio domenica in pista non ha sbloccato la situazione. Tra l'offerta del circuito e le richieste di Ecclestone ci sono dieci milioni di differenza: chi sarà a cedere? Oppure ad avere la peggio sarà la gara?

MONZA – Sabato e domenica, il paddock del circuito di Monza sembrava il dopolavoro di Montecitorio. Una continua sfilata di politici in viaggio vacanze: da Giorgia Meloni a Matteo Salvini, dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al ministro Gian Luca Galletti, senza dimenticare ovviamente l'ospite d'onore, il primo ministro Matteo Renzi. Il premier, che non perde un'occasione di apparire davanti alle telecamere, si è presentato puntuale all'appuntamento, intrattenendosi in lunghe discussioni con il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone e con il presidente della Ferrari Sergio Marchionne. Peccato che tutto il cinema si sia concluso con un nulla di fatto.

Chi paga?
Quando i giornalisti hanno chiesto al presidente del Consiglio: «Riuscirete a salvare Monza?», infatti, lui non ha risposto. Di diversa opinione è il sindaco Roberto Scanagatti: «Il primo ministro si è impegnato con Monza. La sua presenza qui testimonia che il governo è interessato che il Gran Premio rimanga qui». Il dubbio vero è a che punto arrivi questo interesse: perché, al di là delle dichiarazioni, il problema del Gran Premio d'Italia è squisitamente di natura economica. Ecclestone chiede al circuito 25 milioni di euro all'anno per organizzare la gara, i proprietari della pista riescono a raggiungere quota 15. E gli altri 10? Sarà il governo, sarà la politica a mettere mano al portafogli? Al momento, questa ipotesi resta piuttosto improbabile.

Il buon cuore di Bernie
La sopravvivenza della gara è garantita solo per un altro anno, poi la sua permanenza in calendario anche oltre il 2016 resta «improbabile», secondo lo stesso numero uno del circus. A meno che non sia proprio lui, Mr E, ad ammorbidire le sue richieste: «Lui conosce l'importanza di Monza – garantisce il suo confidente e amico Flavio Briatore – La mia sensazione è che il Gran Premio rimarrà qui per molti anni. Queste gare storiche vanno mantenute, anche se fruttano meno di altre. La storia è importante per la Formula 1 e penso che Monza abbia più appeal della Malesia». Per esserne convinti, basta dare la parola ai piloti. «Cancellare questa gara per schifose ragioni di soldi significherebbe strapparci il cuore», ha tuonato Sebastian Vettel. «Monza non si tocca, qui la passione è nel Dna», gli ha fatto eco il vincitore Lewis Hamilton. E se lo dice perfino un non ferrarista...