19 agosto 2019
Aggiornato 18:00

Milan, la rivoluzione tattica di Mihajlovic

La sosta per le nazionali arriva al momento giusto per consentire al nuovo tecnico rossonero gli accorgimenti tattici necessari per far rendere al meglio la squadra. De Jong e Bertolacci, tra i più deludenti in questo inizio, dovranno essere messi in condizione di giocare il loro calcio, magari grazie ad un cambio di modulo.

MILANO - La necessità aguzza l’ingegno. Inutile girarci attorno, quando ci si trova in difficoltà, immersi nei dubbi e nelle perplessità quotidiane, la risposta ci arriva sempre da qualche estratto di saggezza popolare, i proverbi. È quello che deve aver pensato Sinisa Mihajlovic lunedì sera alle ore 23.00, allo scadere della sessione estiva del mercato, una volta scoperta l’amara verità: nessun regalo di fine campagna acquisti, il centrocampista richiesto a gran voce dal tecnico rossonero non sarebbe arrivato.
Magari in Serbia, paese d’origine del nuovo allenatore del Milan, il detto sarà diverso ma la sostanza non cambia, con questi uomini a disposizione occorre mettere a punto - e in fretta - qualche novità dal punto di vista tattico perché in questo modo la squadra non rende.

10 centrocampisti in rosa e nessun regista
Curioso - e anche un tantino preoccupante - che siano servite le prime due giornate di campionato per capire quello che tutto il mondo del calcio aveva abbondantemente messo a fuoco fin dall’inizio: senza un regista vero e un trequartista di ruolo, il 4-3-1-2 disegnato da Mihajlovic sarà sempre uno sgorbio mal riuscito.
Ancora una volta, come già accaduto negli scorsi anni, la rosa del Milan è ricchissima dal punto di vista quantitativo, molto meno da quello qualitativo, in special modo nella zona nevralgica del campo dove gli uomini a disposizione del tecnico serbo sono addirittura 10: Josè Mauri, Montolivo, De Jong, Bertolacci, Kucka, Poli, Nocerino, Bonaventura, Suso e Honda.
Come è fin troppo evidente c’è un numero spropositato di mezze ali e trequartista adattati, ma nessun uomo d’ordine, tranne forse Montolivo che però, come abbiamo spesso ricordato negli ultimi giorni, è ancora alla ricerca di una condizione accettabile dopo il gravissimo infortunio occorsogli durante la preparazione pre-mondiale con l’Italia e quindi non pronto per le esigenze del Milan.

Urge accorgimento tattico
Naturale che a Milanello Sinisa Mihajlovic, coadiuvato dall’intero staff tecnico del Milan, abbia iniziato a studiare qualche soluzione per mettere in condizione i propri calciatori di rendere al meglio.
L’analisi tattica dall’esterno è fin troppo semplice, a questa squadra occorre un cambio del modulo, o quanto meno un accorgimento rispetto a quello attuale.
Partiamo da Nigel De Jong. L’olandese non è un brocco ma non può essere lui l’uomo incaricato di far ripartire l’azione rossonera, non deve avere compiti di regia, non è nelle sue corde, inutile insistere. Oltre al fatto che ha sempre reso al meglio, sia al City che nella nazionale olandese, in un centrocampo a 2 oppure a 4, comunque con un altro centrale accanto.
Stessa identica valutazione che si potrebbe fare per Andrea Bertolacci, uno dei fiori all’occhiello del mercato 2015-16, ma - forse anche perché zavorrato da un cartellino pagato l’enormità di 20 milioni di euro - ancora non entrato perfettamente nei meccanismi tattici disegnati da Sinisa Mihajlovic.

Bertolacci e De Jong più vicini
La verità però è che Bertolacci sembra quasi frenato, più preoccupato di assecondare i dettami tattici imposti dall’allenatore rossonero che di dare libero sfogo a tutta la sua indiscutibile qualità. Naturale che con il passare del tempo, una volta mandati a memoria tutti i passaggi voluti dall’ex tecnico della Sampdoria, il gioco sarà molto più fluido, però anche Bertolacci nel Genoa di Gasperini giocava con un altro centrale al suo fianco nel 3-4-3 disegnato dal mister rossoblu.
Sembrerebbe evidente a questo punto fare 1+1 e mettere De Jong e Bertolacci in condizione di rendere al meglio avvicinandoli in mezzo al campo, alleggerire l’olandese da compiti di impostazione e rendere semplice il lavoro del centrocampista romano, più a suo agio con un incontrista vicino.

Dopo la sosta arriva il derby
Per fortuna di Mihajlovic è arrivata subito la sosta per le nazionali che potrebbe rivelarsi preziosa, anche perché alla ripresa delle ostilità il Milan sarà subito chiamato ad un impegno di quelli da non toppare per nessuna ragione al mondo: il derby con la rinnovatissima Inter di Mancini.
Durante il precampionato i rossoneri hanno già vinto due match su due contro i nerazzurri. E ci sarebbe un altro celebre proverbio che dice…ma no, lasciamo stare, nel calcio la scaramanzia ha sempre la sua importanza.