7 dicembre 2019
Aggiornato 17:30

Berlusconi accontenta Sinisa, ma Soriano non convince

Molto vicina alla conclusione l’operazione che porterà il centrocampista doriano a Milanello per espresso volere del nuovo allenatore rossonero. Berlusconi, inizialmente perplesso, ha deciso di assecondare il volere di Mihajlovic ma tra gli addetti ai lavori crescono le perplessità.

MILANO - Galeotta fu la Coppa Italia e l’appagante successo ottenuto contro una discreta squadra di serie B, il Perugia. Il presidente onorario rossonero Silvio Berlusconi, ancora con gli occhi pieni delle pietose prestazioni del Milan di Pippo Inzaghi, è stato sorpreso a stropicciarsi  gli occhi lunedì sera in tribuna a San Siro ammirando i suoi ragazzi alla prima uscita ufficiale della stagione: squadra corta, pressing alto, gioco corale e soprattutto palla a terra, tutti pronti a sacrificarsi per il compagno, una difesa giovane e affidabile, due attaccanti pronti a dialogare, perfino calciatori miracolosamente rigenerati (Honda e De Sciglio su tutti). Insomma una sfilza di note positive, tutte riconducibili ad un solo ed unico artefice, il nuovo allenatore Sinisa Mihajlovic.

Berlusconi: «È Mihajlovic il nostro miglior acquisto»
Teoria confermata anche dallo stesso numero uno rossonero, intercettato dai cronisti all’uscita dal ristorante Camillo Benso dove si è intrattenuto a cena con Galliani e il tecnico serbo: «Contiamo di tornare subito in Champions League - le parole di Silvio Berlusconi - soprattutto grazie a Mihajlovic che è il nostro miglior acquisto».
Ovvio che, dopo una tale pubblica benedizione, la richiesta dell’ex allenatore sampdoriano di un ulteriore piccolo sforzo economico per portare al Milan il suo pupillo, Roberto Soriano, è stato accolto con un sorriso dal presidente onorario rossonero.

È davvero Soriano l’uomo giusto per il Milan?
Eppure le prime perplessità sulla reale opportunità dell’operazione le aveva manifestate proprio Silvio Berlusconi, dall’alto della sua inoppugnabile competenza calcistica. Dubbi che continuano ad accompagnare ogni possibile indiscrezione sugli sviluppi della trattativa: quanto serve Soriano al Milan attuale?
Domanda più che legittima alla quale, con tutti i possibili sforzi interpretativi, viene difficile rispondere. Senza mettere in discussione le qualità del calciatore cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco, l’interrogativo che viene fuori in ogni dibattito di mercato è se sia davvero quello del centrocampista blucerchiato il profilo di cui i rossoneri hanno bisogno in questo momento.

Troppo simile agli altri centrocampisti in rosa
Soriano è un giocatore eclettico, capace di ricoprire con discreta disinvoltura diversi ruoli della mediana, dalla mezzala al trequartista, ma non è un regista e questo è assodato. Considerando che al Milan l’unico ruolo ancora completamente scoperto è proprio quello del playmaker, lo scetticismo aumenta. Se poi andiamo ad analizzare il resto dei componenti della rosa rossonera, la diffidenza arriva ai livelli di guardia: cosa può offrire il centrocampista blucerchiato più dei vari Bonaventura, Poli, Bertolacci, Montolivo e Honda? Dal punto di vista qualitativo ben poco, e sfidiamo chiunque a dimostrare che Soriano oggi valga più degli attuali centrocampisti rossoneri.

Operazione possibile a 13-14 milioni
Anche dal punto di vista numerico l’operazione non convince. Il Milan quest’anno non ha coppe europee da disputare e di conseguenza non sarà nemmeno necessario un turn over eccessivo. Al punto che, prima di affondare il colpo per Soriano, il Milan dovrà sfoltire il reparto di centrocampo, come testimoniato anche dal presidente Berlusconi: «Per prendere un nuovo centrocampista dobbiamo convincere qualcuno ad andarsene, perché da noi tutti si trovano bene. La cosa più difficile al Milan è sempre cedere qualcuno».
E allora se il nuovo acquisto non può offrire alcun valore aggiunto dal punto di vista qualitativo, tantomeno da quello quantitativo, che senso ha spendere tanto per accontentare Mihajlovic? Il centrocampista blucerchiato è vincolato da una clausola rescissoria di 10 milioni di euro, ma Galliani vorrebbe diluire il pagamento e per questo sarà necessario venire a patti con la dirigenza doriana che potrebbe alzare l’asticella a 13-14 milioni.

Witsel e Gündoğan, profili «europei» molto più utili
Certo, molto meno di quanto costerebbe Axel Witsel, l’altro nome sul taccuino dell’ad rossonero per cui lo Zenit San Pietroburgo pretende circa 30 milioni di euro. Oppure ancora İkay Gündoğan, tedesco di origine turca, centrocampista del Borussia Dortmund e della Nazionale tedesca, per cui ne servirebbero almeno 20.
Ma con questi innesti il Milan aumenterebbe, oltre che il proprio tasso tecnico, anche il peso specifico in ottica europea. Se si vuole davvero tornare in Champions League e magari anche esserne protagonisti, risulta difficile pensare che Roberto Soriano possa diventare il leader di questa squadra.