17 ottobre 2019
Aggiornato 10:00

Mihajlovic disegna il Milan dei sogni

A poche ore dal primo derby della stagione il tecnico rossonero si presta al gioco e scherza sul possibile arrivo di Ibrahimovic: «Se ha i soldi per l’aereo…», ma torna serio quando si parla di Romagnoli («Se lascia la Roma verrà da noi»). Mihajlovic si dice soddisfatto del mercato già così, ma al Milan serve ancora un regista.

SHANGHAI - C’è baruffa nell’aria. Era il claim di una famosa pubblicità di qualche anno fa, ma oggi sembra perfetto per descrivere la situazione meteorologica che si vive in queste ore dall’altra parte del mondo, in Cina, dove domani (14.00 ore italiane) Inter e Milan disputeranno il primo derby della stagione. Lo slogan naturalmente calza a pennello anche per fotografare la tensione che si respira nei quartieri generali delle due squadre milanesi, ansiose, dopo essersi stuzzicate ben bene sul mercato (ovvio il riferimento al duello di mercato per Kondogbia), di ritrovarsi sul campo per misurare i rispettivi progressi di inizio stagione

Il Sinisa-pensiero: «I derby non si giocano, si vincono»
Ad aggiungere pepe ad una sfida che normalmente non ne avrebbe bisogno, la sfida tra due vecchi amici, Sinisa Mihajlovic e Roberto Mancini, alla prima da avversari in un derby. Certo, non un Inter-Milan di campionato, ma pur sempre un match che nessuno ha voglia di perdere, innanzitutto per il prestigio cittadino, e poi per rivendicare con orgoglio il ruolo di prima rivale della Juventus campione d’Italia nella lotta per lo Scudetto.
Nella conferenza stampa della vigilia, Mihajlovic ha subito lasciato intendere di essere già entrato in clima partita con una frase che è l’emblema del Sinisa-pensiero: «I derby non si giocano, si vincono. Cerchiamo di farlo subito, non sarà facile ma noi siamo il Milan e siamo obbligati a giocare sempre per vincere».

L’ironia di Mihajlovic su Ibra
Diretto, puntuale, asciutto e affilato. Ma è proprio quando il discorso è scivolato sul mercato che il nuovo allenatore del Milan ha fatto capire di avere le idee molto chiare su quello che sarà l’andamento della sua prima stagione in rossonero. Interpellato sui due principali obiettivi del mercato rossonero, il tecnico serbo non ha usato mezze misure né giri di parole per fotografare la situazione, usando anche un pizzico di ironia per analizzare la situazione legata a Ibrahimovic: «Non so cosa succederà con lui, è libero di venire: bisogna vedere se ha i soldi per l’aereo».
Maniera elegante per commentare con leggerezza una trattativa in stato più che avanzato (diciamo pressochè conclusa) che al Milan non fanno più nulla per tenere segreta.

Niente Napoli, per Romagnoli c’è solo il Milan
Inevitabile un accenno anche al pupillo di Sinisa Mihajlovic, Alessio Romagnoli da Anzio. Il giovanissimo difensore, classe ’95, è al centro di un acceso confronto tra Adriano Galliani e Walter Sabatini. Oggetto del contendere la valutazione del calciatore: l’amministratore delegato del Milan è pronto a offrire 25 milioni di euro per portarlo in rossonero, il direttore sportivo della Roma ne pretende 30 per lasciarlo andare.
Lecito ipotizzare anche in questa caso una positiva conclusione dell’operazione, magari con un ulteriore tentativo di venirsi incontro da parte delle due società (a 28 milioni si dovrebbe chiudere). Sinisa Mihajlovic però ha chiarito la situazione legata alla possibile concorrenza del Napoli, interessato tanto quanto il Milan all’ex centrale della Sampdoria: «C’è poco da aggiungere, se Romagnoli andrà via dalla Roma, verrà al Milan».

Il nodo regista: De Jong, Montolivo o…?
Evidentemente rassicurato da Galliani sul positivo esito delle trattative per l’attaccante e il difensore, Mihajlovic si è detto soddisfatto della rosa a sua disposizione, ma al di là delle parole pronunciate davanti ai giornalisti, resta ancora un nodo da sciogliere al Milan, quello del centrocampista centrale. Nigel De Jong, riconfermato dalla dirigenza rossonera con un ricco triennale da 2,5 milioni netti a stagione, si continua a rivelare inadatto per quel ruolo, dove invece servirebbe un playmaker dotato di fosforo, geometrie e creatività, in grado di far girare velocemente il pallone ed impostare il gioco della squadra. La soluzione interna prevede Riccardo Montolivo, ma è fondamentale che il centrocampista di Caravaggio, reduce da una stagione orribile dopo il gravissimo infortunio pre-mondiale, ritrovi in fretta condizione, passo, energia e lucidità.
Altrimenti si dovrà necessariamente tornare sul mercato. Il ricco budget messo a disposizione di Galliani lo consentirebbe anche, ma servirebbe un uomo capace di spostare gli equilibri nel ruolo di regista, inutile prendere un’ennesima mezzala come Witsel. Chiaro il messaggio?