25 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Calciomercato

Milan, la promessa di Ibra: «Si, lo voglio»

Clamoroso colpo di scena nella vicenda che potrebbe vedere il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan, dopo 3 anni passati al Paris Saint Germain. Ieri il gigante svedese ha dato il suo assenso a Galliani e adesso sarà necessario trovare l’accordo con il club parigino al quale Ibra è legato ancora per un anno. E prende corpo un affascinante doppio sgarbo alla Juventus.

MILANO - Come nei matrimoni più saldi, a dispetto di crisi, incomprensioni, rotture e separazioni, alla fine l’amore vince sempre. Quell’amore che ha sempre legato Zlatan Ibrahimovic al Milan, ammaliato dai colori rossoneri pur avendo indossato in carriera le maglie dei club più prestigiosi d’Europa (Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Paris Saint Germain).
È storia ormai nota la reazione scomposta dell’attaccante alla notizia che Berlusconi aveva deciso di cederlo. Era l’estate del 2012, Ibra era pronto a chiudere la carriera al Milan e un trasferimento, per giunta in un campionato considerato «minore» come quello francese, proprio non era contemplato. Ma l’ex club più titolato al mondo aveva bisogno di soldi freschi e la premiata coppia Ibra-Thiago Silva fu sacrificata per ripianare quasi 70 milioni di euro a bilancio.

E il Milan perse anche Pogba
La conseguenza di allora è che il Milan, oltre a perdere due fuoriclasse come l’attaccante svedese e il difensore brasiliano, fu costretto a rinunciare anche al talento emergente di Paul Pogba che Mino Raiola, indispettito dalla vicenda-Ibra, alla fine portò gratis alla Juventus anziché al Milan come era previsto inizialmente. Ma questa è un’altra storia.

Ibra: «Voglio tornare al Milan»
L’attualità ci racconta di una telefonata di Galliani a Zlatan Ibrahimovic, sotto la regia di un Raiola tornato amico. L’amministratore delegato rossonero per la parte sportiva ha chiesto al centravanti la sua disponibilità a lasciare Parigi per tornare al Milan, rinunciando così ai suoi lauti emolumenti (circa 14 milioni di euro da incassare nella prossima stagione) e soprattutto a partecipare alla prossima Champions League.
Ebbene, la risposta di Ibracadabra è stata di quelle che fanno palpitare il cuore: «Si, lo voglio».

Ora c’è da trattare con il Psg
Adesso la palla passa nella mani di Galliani che avrà il compito di trattare con la dirigenza del Paris Saint Germain un trasferimento che avrebbe del clamoroso. Di certo le cifre che si sono lette negli ultimi giorni (15 milioni per il cartellino del calciatore) non sono credibili: Ibrahimovic è stato pagato 20 milioni 3 anni fa e adesso che ha quasi 34 anni e soprattutto è in scadenza di contratto non può costare ancora così tanto. Facile prevedere che il Psg, malgrado un tentativo di opposizione formale, non farà muro per impedire il trasferimento. Innanzitutto perché così risparmierebbe 14 milioni di ingaggio annuale, altrimenti destinati a Ibrahimovic, e poi perché in questo modo risolleverebbe l’umore di Edinson Cavani, immalinconito e schiacciato dalla soverchiante personalità dello svedese compagno di reparto.

Doppio sgarbo alla Juventus
Prima di dare il suo assenso alla cessione del calciatore, è probabile che il patron del Psg Nasser Al-Khelaifi voglia prima trovare un sostituto all’altezza. E tutte le indicazioni portano a Torino dove Carlitos Tevez potrebbe diventare l’obiettivo numero uno della dirigenza parigina. Ed ecco quindi che in un colpo solo, con l’acquisto di Ibrahimovic, il Milan si ritroverebbe a fare un doppio sgarbo ai ritrovati nemici bianconeri: l’inevitabile rinuncia ad acquistare Cavani, sogno proibito degli ultimi mesi ed in caso di addio di Ibra non più sul mercato, e il rischio di perdere l’Apache, trascinatore e leader dell’attacco vincente degli ultimi anni. 

Berlusconi e Galliani lo sanno perfettamente, due ottime ragioni in più per riportare Ibra a casa.