19 agosto 2019
Aggiornato 19:00

Ancelotti dice no, al Milan è una poltrona per due

È arrivato l’atteso responso negativo da parte dell’ex tecnico del Real Madrid, ufficialmente “bisognoso di riposo”. In realtà Ancelotti non è mai stato convinto dal progetto rossonero e ha preferito restare a guardare. Ora in pole position c’è Sinisa Mihajlovic, ma attenzione alla pista Brocchi.

MILANO - Chi sperava in una sorpresa - perché di questo si sarebbe indubbiamente trattato - è rimasto deluso: Carlo Ancelotti ha approfittato di twitter per dare un’asciutta comunicazione relativa alla sua decisione: «Ringrazio il Milan per l'interesse. È difficile dire di no a un club a cui voglio tanto bene. Devo riposare. Vi auguro il meglio».
Sulla stessa falsa riga si è mosso anche il sito ufficiale del club, allertato attorno alle 19.00 di ieri dall’amministratore delegato di Galliani, al quale Ancelotti aveva riservato una telefonata amichevole da Vancouver per spiegare le ragioni del suo rifiuto: «Carlo Ancelotti ha comunicato al Milan - lo scarno comunicato rossonero - che non potrà essere lui l'allenatore della Prima squadra rossonera nella prossima stagione agonistica».

Ancelotti: «Non mi sento motivato»
Tra le prime indiscrezioni che emergono però, c’è quella del Corriere della Sera secondo cui le parole del tecnico all’ad rossonero sarebbero state ben più esplicite: «Non mi sento motivato e in questo momento voi avete bisogno invece di un tecnico che abbia stimoli».
È facile leggere in queste righe una evidente sfiducia nel progetto rossonero, secondo quello che era stato prospettato dallo stesso Galliani ad Ancelotti nel corso dei numerosi summit madrileni tra i due vecchi amici e compagni di mille battaglie.
Cifre buttate sul piatto, nomi roboanti, ma probabilmente nulla di così rassicurante, tanto da convincere un già dubbioso Carletto, fresco della batosta «Real».

Sinisa Mihajlovic primo della lista
Ed allora per il Milan è tempo di voltare pagina. C’è l’assoluta necessità di dare in fretta un nome ed un volto al nuovo allenatore rossonero per la prossima stagione, perché il mercato non aspetta e mentre Galliani si trastullava in pranzi e cene madrilene di dubbia utilità c’era chi già concludeva affari (la Juve con Dybala e Khedira) o imbastiva trattative (l’Inter con Yaya Tourè, Jovetic e Benatia).
Il primo nome di una lista sempre più risicata, dopo che sono stati depennati via via i nomi di Unai Emery, Conte, Montella, è quello del serbo Sinisa Mihajlovic, reduce da una strepitosa stagione alla guida della Sampdoria che probabilmente consentirà ai doriani - grazie all’esclusione dei cugini genoani - di partecipare alla prossima edizione dell’Europa League. 

Cristian Brocchi alternativa poco credibile
L’ex ct della Serbia al momento sembra un uomo solo al comando, più che altro per l’assoluta mancanza di concorrenti credibili. Perché è vero che l’annata dei blucerchiati è stata sicuramente al di sopra delle aspettative, ma è innegabile che la seconda parte di campionato della Sampdoria è stata tutto fuorchè da applausi, tanto da meritare critiche anche dagli stessi tifosi doriani.
In realtà un’alternativa al momento ci sarebbe: è quella che ci riporta al nome di Cristian Brocchi, attuale tecnico della Primavera rossonera ed autentico pallino del presidente Berlusconi. Poco credibile perché dopo le pessime esperienze vissute dai rossoneri con i vari allenatori-non allenatori promossi alla guida della prima squadra (prima Leonardo, poi Seedorf, l’anno scorso Inzaghi), dovrebbero esserci adeguate garanzie per evitare di ripetere il consueto errore e bruciare l’ennesimo tecnico rampante.

Come però abbiamo visto, al Milan non c’è mai limite alle decisioni sconsiderate, quindi mai dare nulla per scontato e tutti pronti al possibile colpo di scena.