24 giugno 2021
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

Milan, addio all’Europa, ma Inzaghi è soddisfatto

Ennesima conferenza stampa sconcertante del tecnico rossonero al termine della gara pareggiata contro la Sampdoria. Per Inzaghi è mancato solo il gol, dimostrando ancora una volta di vedere un’altra partita rispetto al resto del mondo. E intanto il sogno europeo svanisce…

MILANO - «E Pippo Pippo non lo sa, che quando parla ride tutta la città…». Il ritornello ormai si  sparge beffardo al termine di ogni conferenza stampa post-partita di Inzaghi. Eppure il tecnico rossonero insiste con una pervicacia ed un’ostinazione che di per sé meriterebbero applausi, se non nascondessero una pericolosa e distorta visione della realtà da parte di Super Pippo.
Anche ieri sera, al termine di Sampdoria-Milan, chiusa con il risultato di 1-1, Inzaghi ha dato vita al suo show mediatico. E anche stavolta, dopo i primi attimi di sgomento, è toccato ai suoi interlocutori di Sky riportarlo alla realtà, comunicandogli ufficialmente che c’era una notevole ed evidentissima distonia tra quello che cercava di propinare l’allenatore rossonero e quanto accaduto realmente in campo.

INZAGHI: SONO FELICE DELLA PRESTAZIONE - «Sono molto felice della prestazione della mia squadra - l’inizio del delirio inzaghiano nel post-partita - abbiamo fatto un grandissimo primo tempo. Non siamo stati bravi nelle conclusioni, questa è stata la pecca del primo tempo. Nella ripresa la Samp ha cambiato qualcosa e abbiamo preso gol su questa ripartenza. Poi però abbiamo pareggiato e abbiamo preso il palo con Suso, dispiace per il risultato ma non posso rimproverare nulla alla squadra. È mancato solo il gol».
Panico e sconcerto tanto negli studi di Sky, dove Ilaria D’Amico e i suoi ospiti ascoltavano a bocca aperta le parole di Inzaghi, quanto nelle case degli italiani. Qualcuno ha iniziato ad interrogarsi: «ma su quale canale davano la partita che ha visto il mister rossonero?», mentre sia Massimo Mauro che Zvonimir Boban provavano a riportare con delicatezza il loro ex collega sulla terra.
Niente da fare, Inzaghi è apparso irremovibile sulle sue posizioni. Tanto che alla fine gli opinionisti hanno lasciato perdere e i tifosi hanno cambiato canale.

MA CI È O CI FA? - La domanda che a questo punto ci si pone è semplice: ma ci crede davvero Inzaghi alle assurde teorie che prova a sostenere dopo ogni inguardabile prestazione della squadra? Perché va bene cercare di sostenere i propri ragazzi e difenderli dagli attacchi esterni, ma non è nemmeno tollerabile che un uomo di calcio esperto come l’ex SuperPippo possa così a cuor leggero disintegrare la propria immagine di professionista con certe allucinanti performance davanti alle telecamere.

INZAGHI CI CREDE - Ecco perché inizia ad insinuarsi un dubbio ancor più subdolo: Inzaghi non recita la parte dell’allenatore paternalista e protettivo, lui la partita la vede proprio il quel modo. Per il tecnico rossonero davvero contro la Sampdoria il Milan ha giocato un primo tempo quasi perfetto, e peccato che sia riuscito a tirare in porta appena due volte da fuori area, senza mai sporcare i guanti di Viviano. Per Inzaghi davvero il Milan avrebbe meritato di vincere, dimenticando però che dopo il gol preso da Soriano (per la solita ineffabile dormita difensiva) la squadra rossonera è letteralmente crollata, emotivamente e fisicamente. E se non ci avesse pensato il povero Duncan e buttarla alle spalle del proprio portiere (il tiro di De Jong si stava dirigendo con una lentezza esasperante tra le braccia del portiere doriano), il Milan avrebbe potuto continuare a giocare per giorni e giorni senza riuscire a segnare.

Dopo le due vittorie contro Cagliari e Palermo, Inzaghi - come tutto il Milan - aveva davvero iniziato a sperare nella rincorsa all’Europa e invece il mezzo passo falso contro la Sampdoria ha inesorabilmente bruciato tutti i sogni rossoneri. È questa l’unica inoppugnabile verità. 

Oppure - il dubbio sorge legittimo - siamo noi che interpretiamo male la classifica?