20 aprile 2021
Aggiornato 18:30
Calcio-Serie A

Milan in crisi: Berlusconi non vende e intanto tratta Spolli

Continua il tira e molla mediatico tra Silvio Berlusconi e gli organi di informazione. Ogni giorno una dichiarazione seguita dall’immediata smentita e i tifosi non sanno più cosa sperare. L’unica certezza è la crisi tecnica e finanziaria del Milan, così Galliani è costretto ad inseguire il 33enne Spolli del Catania.

MILANO - Non c’è più pace al Milan. Tra dichiarazioni poi smentite, smentite poi dichiarate, ogni cosa che circola dalle parti di via Aldo Rossi, rimbalza a Milanello e deflagra in maniera rumorosa nel mondo del calcio, sconvolgendo i sempre più basiti tifosi del Milan. A farla da padrone, ça va sans dire, il presidente onorario rossonero, Silvio Berlusconi, protagonista di una serie di uscite, vere o presunte, che hanno avuto l’unico indiscutibile effetto di destabilizzare ancor più l’irrequieto ambiente rossonero. Prima il presunto sfogo dopo la sconfitta contro l’Atalanta («Sono più sconfortato che arrabbiato. Capisco che non sono più i tempi in cui si vinceva a Barcellona, ma è inaccettabile perdere contro squadre con calciatori che guadagnano 5 volte meno dei nostri»), smentito all’indomani con una doppia telefonata ai due destinari dell’attacco frontale, Adriano Galliani e Filippo Inzaghi.

BERLUSCONI INSISTE: NON VENDO IL MILAN - Poi l’indiscrezione riportata dai giornali di oggi sull’insoddisfazione presidenziale, culminata con la confidenza a parenti e amici di voler finalmente vendere il Milan. Anche stavolta però è arrivata puntuale la smentita di rito, riportata tanto per cambiare dall’Ansa, fido amplificatore delle inquietudini di casa Berlusconi: «Nonostante le numerose smentite, tornano a circolare, in maniera ricorrente, indiscrezioni su un'eventuale vendita del Milan. Il Presidente Silvio Berlusconi ribadisce, ancora una volta, che si tratta di ipotesi prive di fondamento». Queste le parole diffuse oggi pomeriggio dall’agenzia giornalistica che se da una parte hanno riportato un minimo di quiete nell’ambiente, dall’altra hanno immediatamente spento gli entusiasmi del popolo rossonero, ormai esasperato dalla gestione scombiccherata della famiglia Berlusconi. 

RESPINTO L’ASSALTO ROSSONERO PER SPOLLI - La realtà dei fatti, malgrado le parole di circostanza, è che questo Milan abbia perso completamente la propria identità di squadra vincente e questo solo grazie al disinteresse patrimoniale di Silvio Berlusconi che ha ridotto l’ex club più titolato al mondo ad un manipolo sconclusionato di vecchie glorie, giovani senza personalità, presunti campioni e calciatori dalle dubbie qualità.

A testimonianza di quanto appena detto, l’ultima novità di mercato riportata dagli addetti ai lavori: il tentativo da parte di Galliani - peraltro respinto - di portare al Milan il 33enne argentino Spolli, difensore centrale ormai confinato al ruolo di panchinaro fisso nel Catania in serie B, ma evidentemente considerato buono per la rosa di Filippo Inzaghi. Se è con questi programmi di rinnovamento che Silvio Berlusconi vuole tentare la scalata alla Champions League, allora i tifosi del Milan faranno bene a cambiare canale e dedicarsi a spettacoli più gratificanti.

NIANG: VADO AL GENOA, SOLUZIONE IDEALE PER ME - Sempre restando in ambiti di mercato, almeno un’operazione Galliani è riuscito a concluderla, la cessione in prestito secco di Mbaye Niang al Genoa fino a giugno. È stato lo stesso attaccante francese a confermare il positivo esito della trattativa dichiarando «Vado al Genoa. Ho preferito rimanere in Italia per giocare in Serie A e poi poter tornare con maggiore esperienza in rossonero - ha spiegato Niang che nella scorsa stagione era stato girato in prestito al Montpellier -. Era la soluzione migliore per me e per tutti, spero di fare bene. Mi auguro di divertirmi e di aiutare il Genoa». E sul Milan un ultimo pensiero: «È una grande società e una grande squadra, è un brutto momento come può capitare a tutti, ma si riprenderanno».

Se lo dice lui…