27 novembre 2020
Aggiornato 03:30
Invasione di campo

Milan, scocca l’ora di El Shaarawy. Galliani intanto pensa al mercato

Complici le non perfette condizioni fisiche di Jeremy Menez, contro il Verona toccherà nuovamente al piccolo faraone guidare l’attacco rossonero. E intanto Galliani si è già tuffato nel mercato, senza budget ma con tante idee.

Non sarà così anche in futuro – ci auguriamo – ma al momento sembra chiaro che per vedere El Shaarawy in campo sarà necessario attendere qualche defezione illustre degli attaccanti a disposizione di Pippo Inzaghi. A meno che il nuovo tecnico rossonero non dovesse decidere di riproporre il francese Menez al centro dell’attacco (con buona pace di Torres che tornerebbe così in panchina), per lasciare spazio sulla sua fascia di competenza al numero 92.

Il piccolo faraone, ansioso di riprendersi i suoi spazi, sia in campo che nel cuore dei tifosi, e dimenticare in fretta gli ultimi terrificanti 20 mesi della sua carriera, avrà la sua occasione d’oro domenica pomeriggio a Verona, la fatal Verona, in quello stadio Bentegodi che non evoca ricordi piacevoli ai tifosi milanisti. Stephan però è giovane e non si lascerà condizionare dai precedenti tutt’altro che incoraggianti per il Milan.

Accanto a lui, con un Menez non al cento per cento, dovrebbe toccare ancora una volta proprio a quel Fernando Torres, chiamato a dare una spallata violenta a tutte le voci che hanno ripreso a darlo per «bollito». Dopo un ottimo esordio da titolare con tanto di gol (bellissimo) segnato ad Empoli, l’ex centravanti del Chelsea ha infilato due prestazioni da incubo contro Cesena e Chievo, alimentando più di qualche dubbio sulle sue reali condizioni psicologiche, ancor più che fisiche. La partita di Verona, contro i vigorosi gialloblu di Mandorlini, rappresenta l’occasione giusta per far capire al mondo del calcio, come sta realmente El Nino Torres e quanto potrà dare alla causa rossonera.

E intanto, approfittando della pausa del campionato dedicata alle nazionali, Adriano Galliani ha ricominciato a scandagliare il mercato in cerca delle migliori «occasioni» per impreziosire la rosa a disposizione di Pippo Inzaghi. Nei giorni scorsi aveva iniziato a prendere forma un sogno, di nome Sami e di cognome Khedira. Centrocampista ideale per il Milan, relativamente giovane (classe ’87), campione d’Europa con il Real Madrid e del mondo con la Germania e, naturalmente, in scadenza di contratto a giugno 2015. Purtroppo la fascinazione teutonica può considerarsi già sfumata visto che Khedira pare il centrocampista ideale anche per i ricchissimi club inglesi, Arsenal, Chelsea e Liverpool su tutti, decisamente più facoltosi dell’attualmente impoverito Milan.

Ecco perché i tifosi rossoneri hanno immediatamente riposto il sogno Khedira nel cassetto e iniziato a guardare oltre. Esattamente dove sta guardando Adriano Galliani. Dopo aver chiuso con Suso (da capire solo se il ragazzo, classe ’93, arriverà a gennaio o a giugno), il talento spagnolo del Liverpool accostato in patria al fantasista mancino del Manchester City, il connazionale David Silva, l’amministratore delegato rossonero ha ancora un taccuino fitto di nomi, tutti potenzialmente utili alla causa rossonera.


Piace, e tanto, Adam Maher, nazionale Under 21 del Psv, raccomandato da Marcus Van Bommel e seguito ieri in Portogallo dove giocava l’Olanda. Il baby orange, classe ’93, ha una valutazione di 6 milioni di euro e potrebbe rientrare nei parametri di austerity imposti da Berlusconi a Galliani.

Più appetibile, se non altro perché in scadenza di contratto, è il danese dell’Ajax Lasse Schone, non più giovanissimo (28 anni) ma con un’importante esperienza internazionale. Certo è che l’attaccante esterno dei lancieri occupa una posizione in campo super affollata nel Milan. Ci sarà bisogno di un ennesimo fantasista nella rosa di Inzaghi, zeppa di uomini offensivi?

È monitorata con grande cura anche la pista atalantina dove giocano due centrocampisti che potrebbero fare al caso di Inzaghi, Luca Cigarini e Daniele Baselli. Dopo l’ottima riuscita dell’operazione-Bonaventura, non è escluso che uno dei due possa continuare la propria carriera in rossonero, anche se, soprattutto per il secondo (classe ’92), ci sarà da battere un’agguerrita concorrenza.
 


A Bergamo gioca anche un altro ragazzo molto interessante, Davide Zappacosta, terzino destro ventiduenne, pure lui - come Baselli - perno dell’under 21 di Di Biagio ed autentica rivelazione di questo scorcio di campionato. Il limite del ragazzo ciociaro – in ottica Milan - è che il suo contratto è in scadenza 2018 e se dovesse continuare a giocare a questi livelli, a fine stagione il suo cartellino potrebbe essere inavvicinabile.

Per questo Adriano Galliani ha messo nel mirino altri due terzini, uno destro e uno sinistro, ed entrambi raggiungibili a parametro 0: si tratta del giapponese dello Schalke 04 Uchida, laterale classe ’88 sponsorizzato mando a dirlo dal connazionale Honda, e del trentaduenne mancino viola Manuel Pasqual. Considerato che Armero fatalmente tornerà a Udine e che le situazioni legate ad Abate (ancora in fase di studio il rinnovo di contratto con il Milan) e De Sciglio (tornato nei radar di Carlo Ancelotti al Real Madrid) sono in continua evoluzione, non è utopia prevedere per entrambi un futuro a Milanello.


Lavoro di Galliani a parte, è atteso per venerdì il rientro del direttore sportivo Rocco Maiorino dalla missione in Sud America. Ci sarà da capire quali sono i calciatori che hanno colpito il dirigente rossonero, ma l'obiettivo è dichiarato: portare in rossonero giovani talenti ancora inesplosi e quindi a buon mercato. Il presidente Berlusconi ha ribadito di volere fortemente il ritorno del Milan ai massimi livelli in Italia e in Europa, ma non è per nulla intenzionato a garantire i fondi necessari per ricominciare ad investire. 

Ecco perché in via Aldo Rossi c'è l’urgenza di mettere a punto una strategia rivoluzionaria per gli standard rossoneri, un piano d'azione a base di creatività, progettualità e lungimiranza; tutte materie poco studiate negli ultimi anni in casa Milan.