23 maggio 2022
Aggiornato 15:30
Guerra Russia-Ucraina

Luigi Di Maio: «L'Italia non è in guerra, lavora per la pace. Putin torni a negoziare»

Il Ministro degli Esteri: «Abbiamo dato un sostegno militare al governo ucraino che sta difendendo la democrazia, ma l'obiettivo è far arretrare i russi e poi portare al tavolo Putin e garantire la pace»

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BRUXELLES - «Chi dice che l'Italia è in guerra dice il falso», abbiamo dato anche «un sostegno militare al governo ucraino», alla sua «resistenza europea in Ucraina, che sta difendendo la democrazia», ma «l'obiettivo è far arretrare i russi e poi portare al tavolo Putin e garantire la pace; il nostro obiettivo resta la pace». Lo ha detto il ministro Luigi Di Maio incontrando i giornalisti a margine della riunione straordinaria, dedicata all'Ucraina, dei ministri degli Esteri della Nato nel Consiglio del Nord Atlantico, al quartier general dell'Alleanza oggi a Bruxelles.

«Come Nato - ha riferito Di Maio - siamo d'accordo a lavorare per la pace, per riportare al tavolo le parti con spirito costruttivo, e soprattutto portare Putin al tavolo per raggiungere una soluzione diplomatica a questa crisi».

«Dobbiamo - ha continuato il ministro - essere molto chiari: noi lavoreremo sia attraverso le sanzioni sempre più pesanti nei confronti della Russia, e attraverso il sostegno anche militare all'Ucraina, che attraverso la diplomazia, per garantire la pace e fermare questo conflitto».

«I corridoi umanitari - ha sottolineato Di Maio - sono fondamentali: evacuare i civili è un aspetto fondamentale della nostra azione, e non solo per gli italiani che sono lì, che sono ancora lì, ma della parte più fragile tra i cittadini ucraini. Su questo abbiamo aperto una linea rossa con la Russia, per l'evacuazione dei civili dall'Ucraina».

«E' un lavoro che faremo dal punto di vista umanitario con l'Unità di Crisi, con la nostra intelligence, e voglio ringraziare - ha detto il ministro - tutti gli apparati dello Stato italiano che coinvolgeremo per evacuare bambini colpiti dalle bombe, famiglie che sono in mezzo a una strada perché non hanno più la casa, perché l'esercito Russo ha colpito anche obiettivi civili».

«Nelle prossime ore - ha ricordato Di Maio - parteciperò al Consiglio Affari esteri dell'Unione europea. L'Ue dal mio punto di vista, dal punto di vista del governo italiano, rappresenta la più importante delle istituzioni di pace, e dobbiamo continuare a renderla unita, come stiamo dimostrando in questo momento, come abbiamo dimostrato ieri sulla direttiva rifugiati», approvata dai Ventisette per la protezione temporanea di chi fugge dalla guerra in Ucraina.

«Dobbiamo continuare ad attuare azioni comuni - ha insistito Di Maio - perché i russi, e in particolare Putin, avevano scommesso sul dividere i paesi dell'Unione europea, ma non ci sono riusciti. E in questo momento il loro nervosismo per non esserci riusciti è evidente, in un conflitto che credevano di concludere in due giorni; e questo invece, grazie al presidente Zelenskyj, al governo ucraino all'esercito ucraino, al popolo ucraino, non sta accadendo. C'è una resistenza europea in Ucraina, che sta difendendo la democrazia, perché la guerra di Putin è contro la democrazia, non solo contro un popolo, ma contro un modello».

«In queste ore il lavoro che abbiamo fatto» come Italia «continua con le azioni che abbiamo portato avanti, che abbiamo coordinato con i nostri alleati Nato negli ultimi giorni», ha osservato il ministro. «L'Italia ha dato anche un sostegno militare al governo ucraino, ma l'obiettivo è far arretrare i russi e poi portare al tavolo Putin e garantire la pace».

«Il nostro obiettivo - ha sottolineato Di Maio - resta la pace, e chi dice che l'Italia è in guerra dice il falso. L'Italia non è in guerra l'Italia sta lavorando per la pace attraverso la diplomazia, ed è chiaro che la strategia per arrivare alla diplomazia è far resistere l'Ucraina all'invasione della Russia».

«In questo momento - ha evidenziato infine il ministro - non solo l'Unione europea sta parlando con una sola voce e la Nato sta parlando con una sola voce, ma insieme stanno costituendo una sola voce. Questa unione è il più grande deterrente a fare andare avanti Putin, e dobbiamo continuare a dimostrarlo», ha concluso.