23 maggio 2022
Aggiornato 17:00
La guerra in Ucraina

Luigi Di Maio: «Questa guerra ha un nome e cognome ed è Vladimir Putin»

Il Ministro degli Esteri: «Putin ha fatto male i conti, Zelensky non è scappato. In Russia manifestano in sostegno dei fratelli ucraini. 100 italiani in ambasciata a Kiev, 1.900 in Ucraina»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio Foto: ANSA

ROMA - «Si sta parlando di guerra di Russia contro Ucraina invece la guerra ha un nome e un cognome ed è Vladimir Putin». Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Che tempo che fa, su Rai3. «E mentre Vladimir Putin porta senza alcuna ragione i carri armati russi sul territorio ucraino, c'è una società civile russa che sta protestando nelle piazze, lì dove è vietato manifestare anche facendosi manganellare in sostegno dei loro fratelli ucraini», ha aggiunto il titolare della Farnesina.

«Putin ha fatto male i conti, Zelensky non è scappato»

«Putin ha fatto male i suoi conti, perché non sta andando come pensava lui in Ucraina: pensava che Zelensky avrebbe fatto come il presidente Ghani in Afghanistan quest'estate che è scappato sull'elicottero con la valigetta di soldi. Invece Zelensky è rimasto a Kiev con il suo popolo e adesso lo sta motivando a resistere e a difendere il proprio Paese».

«Sì a negoziati ma senza provocazioni di Putin»

«Auspico con tutto il cuore che i dialoghi» tra russi e ucraini «che cominciano domani possano essere risolutivi. Ma occorre essere molto chiari: il dialogo e i negoziati ci sono se sono leali e reali, ma se Putin dice che il presidente Zelenski si deve venire a sedere al tavolo da dimissionario, cedendogli un pezzo di Ucraina e ritirando i soldati, queste sono provocazioni, non sono negoziati».

«Mai visto sanzioni così dure verso un Paese»

«Non ho mai visto un pacchetto di sanzioni così dure verso un Paese» come quelle decise contro la Russia. «Andiamo ad intaccare anche le riserve della Banca Centrale russa, sostanzialmente noi impediamo alla Russia di poter rifinanziare la moneta e quindi evitarne la svalutazione», ha spiegato il titolare della Farnesina.

«Ucraina ha diritto ad entrare in UE e NATO»

«I cittadini ucraini hanno tutto il diritto di ambire a diventare cittadini europei, hanno il diritto di poter entrare nell'Unione europea e nella Nato democraticamente, oppure devono aver paura di qualcuno che li invada con i carri armati?. Questo non è un tema dell'Ucraina, è un tema che riguarda i nostri valori e la nostra democrazia», ha sottolineato.

«Dall'Italia 110 milioni per l'Ucraina»

«Ho comunicato al collega Dmytro Kuleba di aver appena firmato la delibera che dispone l'erogazione immediata di 110 milioni di euro al governo di Kiev, come espressione concreta della solidarietà e del sostegno dell'Italia a un popolo con cui coltiviamo un rapporto fraterno».

«In questo momento l'Ucraina è sotto assedio senza avere una colpa, attaccata con continui bombardamenti dal governo russo. La pace è l'obiettivo per cui tutti noi continuiamo a lavorare ogni giorno e alle armi russe replichiamo con le sanzioni: l'unica via per fermare questa folle guerra. Stiamo mettendo in campo sanzioni sempre più dure e già al Consiglio Affari Esteri di oggi ci prepariamo a discuterne altre», ha aggiunto il ministro.

«L'Ue e tutti gli alleati devono far fronte comune e continuare a dare grande prova di compattezza. Avanti con determinazione in questa 'resistenza europea' alla violenza di Putin», ha concluso il ministro.

«100 italiani in ambasciata a Kiev, 1.900 in Ucraina»

«Il nostro ambasciatore, Pierfrancesco Zaza, mi ha chiesto di restare a Kiev, ci sono 100 italiani con lui nella residenza che erano persone in difficoltà e ci sono circa 1.900 italiani in tutta l'Ucraina in questo momento non si può evacuare nessuno».